Biglia chi? Alla Lazio tutti pazzi per Leiva

Biglia chi? Alla Lazio tutti pazzi per Leiva

Il brasiliano ha già fatto dimenticare l’ex capitano argentino a centrocampo

ROMA – Il rubapalloni è diventato un rubacuori. Quelli dei tifosi della Lazio che non hanno avuto bisogno di troppo tempo per capire che si, quel brasiliano che di brasiliano ha davvero poco è l’uomo giusto al posto giusto. Lucas Leiva ha conquistato l’ambiente sin dalla prima apparizione ufficiale, la sera in cui vinse con i nuovi compagni la Supercoppa italiana. Poteva trattarsi dell’acuto isolato di un guerriero orgoglioso ma stanco. E invece no. Era solo il primo atto di una nuova sfida che il centrocampista ex Liverpool sta vivendo con lo stesso piglio e la stessa professionalità mostrata in dieci anni di Premier vissuti con i Reds.

CHE COLPO

Adesso che ogni dubbio è stato fugato lo si può dire: il suo è stato l’ennesimo colpo a effetto della premiata ditta Lotito-Tare. Alla Lazio è costato appena 5 milioni, un quarto di quanto incassato dalla cessione di Biglia. Ma del giocatore che è stato chiamato a sostituire Leiva non sta facendo rimpiangere nulla. Ne ha di fatto cancellato il ricordo, anche nella mente dello stesso Inzaghi, che della cessione di Biglia fece inizialmente fatica a farsene una ragione. E invece da un Lucas all’altro (Biglia e Leiva hanno lo stesso nome di battesimo) la Lazio sicuramente non ci ha rimesso. Anzi, a Formello sono in molti a pensare che ci si sia addirittura guadagnato. In campo, dove l’ex Liverpool è diventato l’equilibratore imprescindibile della manovra (1.006 i minuti giocati in campionato). Ma anche nello spogliatoio, dove ci ha messo pochissimo a diventare uno dei leader indiscussi. E poi – sottolinea LaGazzettadellosport – uno nato il 9 gennaio (data di fondazione del club) non poteva che rivelarsi un acquisto azzeccato.

BRASILIANO ATIPICO

Di brasiliano ha davvero poco, a cominciare dall’aspetto fisico (capelli biondi ed occhi azzurri, sembra piuttosto un nordeuropeo), ma anche le caratteristiche tecniche insinuano il dubbio che arrivi da Svezia o Germania. Il suo pezzo forte sono i tackle invece che i dribbling. E ai ricami col pallone preferisce la lettura delle azioni. Brasiliano atipico che, però, del suo Paese è innamorato. Arriva da Dourados, Mato Grosso. Lì ha una fazenda nella quale si rifugia ogni volta che può. Innamorato del suo Paese e della sua nazionale, ovviamente. Ha indossato la maglia della Seleçao tra il 2007 e il 2013. La storia in verdeoro pare ormai chiusa. Ma la sua rinascita con la casacca della Lazio non sta passando inosservata.

Cittaceleste.it

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