BILANCIO ESCLUSIVO – 300mila euro a Petkovic, oltre 21 milioni spesi per 4 giocatori: Milinkovic, Kishna e…? 15 milioni risparmiati con cessioni e ingaggi

BILANCIO ESCLUSIVO – 300mila euro a Petkovic, oltre 21 milioni spesi per 4 giocatori: Milinkovic, Kishna e…? 15 milioni risparmiati con cessioni e ingaggi

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IL GIGANTE SERBO - Ag.Milinkovic:

ROMA – E’ rimasto sette ore a Formello, ieri, Lotito. Ma non ha certo avuto troppo tempo per occuparsi della squadra. Aveva tutt’altro a cui pensare. Il Consiglio di Gestione della Lazio, infatti, ha approvato il progetto di bilancio Separato e Consolidato relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2015. Nelle 20 pagine di resoconto emergono già le prime curiosità. Trovato intanto – come anticipato nei mesi scorsi da Cittaceleste – l’accordo per il “rimborso” a Petkovic: “Il rischio è stato quantificato in una somma massima di circa euro 300 migliaia, la società ha provveduto ad effettuare accantonamenti a tale titolo”. Ma Lotito non era sicuro d’avere ragione sul licenziamento per giusta causa? Non si sa mai, Pioli prenda appunti.

GLI ACQUISTI – I biancocelesti hanno incassato 28,61 milioni in più per i risultati ottenuti nelle competizioni nazionali e grazie alla qualificazione ottenuta alla competizioni europee. Ne sono stati spesi 21,15 sul mercato, si legge sul bilancio “per l’acquisto a titolo definitivo delle prestazioni sportive di quattro giocatori”: Milinkovic-Savic è costato 10, Krishna 3. Gli altri 8 milioni per Sarac e Petro Denis? Macché, sicuramente vengono considerati come nuovi acquisti Basta e Mauricio, riscattati – rispettivamente da Udinese e Sporting (Parolo a bilancio prima del 30 giugno, 4,5 milioni) – dopo giugno 2015. Non possono rientrare in questa cifra “quattro giocatori a parametro zero”: Patric, Hoedt, Morrison, e il quarto? Nientedimeno che l’ex capitano Mauri, abbandonato e ripreso nel giro di tre mesi. Infine “sono stati acquistati a titolo temporaneo e gratuito i diritti alle prestazioni sportive di un giocatore (Matri, ndr)”.

LE CESSIONI –  Finalmente un risparmio di oltre 11 milioni, grazie alle cessioni e alle risoluzioni contrattuali: “Sono stati ceduti i diritti alle prestazioni sportive di due giocatori a titolo definitivo (Cavanda, Gonzalez, ndr), con un risparmio complessivo di Euro 4,23 milioni ed una plusvalenza di Euro 1,95 milioni; ceduti i diritti alle prestazioni sportive di cinque giocatori a titolo temporaneo e gratuito, con un risparmio complessivo di Euro 2,42 milioni (Minala, Tounkara, Vinicius, Perea, Alfaro, ndr); risolti i contratti di tre giocatori, con un risparmio complessivo di Euro 4,44 milioni (Novaretti, Cana, Ederson, ndr)”. Non viene considerato Pereirinha, né i contratti scaduti di Ledesma, Ciani e Sculli, con un bottino di quasi 4 milioni. Così il tesoretto arriverebbe a 15 milioni risparmiati.

ZARATE – Soliti retroscena sul fronte Zarate, dove il club capitolino sottolinea che il “Tribunale di Roma ha accolto la tesi della Lazio, secondo la quale il riconoscimento delle mensilità e dei premi della stagione 2012/13 “non erano dovuti per inadempienze contrattuali condannando il giocatore anche al pagamento delle spese legali” e che “in data 2 luglio 2015 la F.I.F.A. ha condannato il giocatore e il Velez al pagamento di  5,26 milioni più interessi”. Eppure “nei mesi di dicembre 2012 e ottobre 2014 sono stati notificati alla Lazio due decreti ingiuntivi per un importo complessivo di Euro 3,2 milioni, a fronte delle competenze richieste da un intermediario”. In questo caso non emerge dal bilancio che si tratta sempre della famosa Pluriel Limited e di Zarate dove “il rischio di soccombenza finale è valutato ancora solo come possibile”. 

ALTRI RICAVI – Il valore della produzione si attesta a Euro 109,94 milioni ed è costituito da ricavi da gare per Euro 9,69 milioni, diritti TV ed altre concessioni per Euro 84,30 milioni, sponsorizzazioni, pubblicità, royalties per Euro 8,81 milioni, ricavi da merchandising per Euro 1,44 milioni ed altri ricavi e proventi per Euro 5,70 milioni. L’incremento del costo del personale è conseguenza in parte delle mancate cessioni di diritti alle prestazioni sportive di tesserati della prima squadra non rientranti più nel nuovo progetto tecnico, sia per offerte non corrispondenti al giusto valore di mercato sia per dinieghi da parte dei calciatori stessi (Konko? ndr), ed in parte dell’aumento dei premi individuali e collettivi legati al raggiungimento di obiettivi sportivi: i miseri 100mila euro a testa per la Champions? Non c’è problema: adesso si è tornati in Europa League.

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