BOCCATA D’OSSIGENO, LAZIO AI QUARTI IN RIMONTA

BOCCATA D’OSSIGENO, LAZIO AI QUARTI IN RIMONTA

La Lazio passa il turno di Coppa Italia

Lazio

ROMA –  In Coppa la Lazio c’è, come sempre poco lucida. Come se avesse chissà quanto tempo per fare un golletto. Come se fosse una stupidaggine recuperare ai continui e improvvisi disastri di Mauricio pure con le riserve delle riserve dell’Udinese. Berisha ci mette in mezz’ora due grosse pezze su Perica, che ridicolizza di continuo il difensore – se tale si può definire – brasiliano. Candreva sembra di nuovo in palla, ma non vede mai la porta, prima dopo una sgroppata personale, poi su un cross al bacio di Matri. L’ex milanista conferma di essere il più in forma: acciuffa il pareggio con un piattone, dopo un bell’inserimento tignoso del baby Cataldi. Che poi finalmente si prende la gloria da solo al fotofinish: ribattuta di Meret su una voleè di Konko, la testa di Danilo è in fuorigioco, ma vale i quarti di finale in Coppa Italia. Si muove tanto, Matri, ma tenetelo a stecchetto stasera alla cena. Dove Lotito farà altre preghierine a Babbo Natale. Lui ai laziali non farà mai in regalo un aumento di capitale. Preferirà prendersi ancora altri vaffa e auguri di morte dai quattro scapoli venuti all’Olimpico per una loro vecchia fiamma biancoceleste. Si sta spegnendo tutto, anche Andershow: alla soglia del 2015 era Felipe Natale, adesso c’è solo da chiedersi se nel 2016 tornerà più o meno Pippetto. Triste in panchina senza aver inciso minimamente. Milinkovic mezzala è un Sergej di piombo. E’ troppo macchinoso nei movimenti per arrivare sino in porta. Caro Tare, c’era un motivo se Pioli utilizzava “Signor 10 milioni” sulla trequarti a far le sponde per tutti gli altri reparti. Nel secondo tempo il serbo decide di tornare da solo più avanti, ma non riesce a trovare la rete. Anche perché Meret fa miracoli su tutti, soprattutto su Candreva. Sino a quando Kone non inventa una magia che fa sparire la Lazio. E, per un attimo, anche la panchina di Pioli. Che riemerge dagli inferi al 90esimo. Con una boccata d’ossigeno. L’allenatore respirerà almeno sino a domenica.

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