CALA IL SIPARIO – Keita non si muove: ora scuse e rinnovo. Adios Perea, bye-bye Berisha. Mercato senza colpi né scudetto: tutti i retroscena! (ESCLUSIVO)

CALA IL SIPARIO – Keita non si muove: ora scuse e rinnovo. Adios Perea, bye-bye Berisha. Mercato senza colpi né scudetto: tutti i retroscena! (ESCLUSIVO)

Lazio, il punto sul mercato.Con retrocena esclusivi…

 

di ALBERTO ABBATE e RAMONA MARCONI ROMA

ROMA – Keita-mina, no. Magari Keita-mano… Allungata verso la Lazio. Dovrà chiedere scusa a Inzaghi e a tutto spogliatoio per rientrare in squadra. Internamente e pubblicamente, come l’amico Felipe. La società è convinta che lo farà, secondo le nostre esclusive indiscrezioni. Magari non a breve, ma si convincerà, con le buone o con le cattive. Keita resta a Roma, Lotito e Tare alla fine fanno muro. Perché lo rivogliono in campo, motivato e pentito. Forse qualche rimorso già vacilla, perché il Balde giovane si guarda intorno, richiama vecchi amici, agenti e soprattutto rischia di restare fuori rosa fino a quando non tornerà sui propri passi. Forse indotto a farlo persino dal peso di quella mancata visita legale con il professor Rodia: Lotito e Tare sono convinti di riuscire così, poco importa quando (se fra 1,2 o 3 mesi), a farlo rinnovare. Intanto mancano due anni alla scadenza del suo contratto, troppi perché possa andare in porto persino il piano “diabolico” dell’agente Calenda di trascinarlo alla Roma dell’amico Sabatini.

LA FASCIA – Nessun parcheggio Oltralpe (Monaco o Lione) né Oltremanica (Liverpool), Keita resta nella capitale, ora e forse per molto altro tempo ancora. Si vedrà. Ma intanto si chiude il mercato biancoceleste senza botti: se il caso del senegalese non dovesse rientrare, la Lazio ne uscirebbe veramente indebolita lì davanti. Ceduto per 22 milioni (più tre di bonus) Candreva all’Inter, ci si aspettava un nome di grido per sostituirlo. Non certo Cerci, scartato per le condizioni fisiche anche dal Bologna, ma nemmeno il buon Luis Alberto, fantasista tra l’altro con tutt’altre caratteristiche: ci si augura carburi Felipe o risorga il talento di Kishna. Non si può chiedere certo la luna a Lombardi, che rimarrà a farsi le ossa a Formello insieme ai grandi. La Lazio non piazza né Tounkara né Rozzi. E si tiene sul groppone pure più d’un milione per un altro anno di Gonzalez, nonostante i tentativi di piazzarlo fra Argentina e Messico prima di cercare la risoluzione.

I NODI – Travel Morrison appeso al Newcastle, Perea rifiuta la Romania per la Serie b spagnola (Lugo). “Vinicius da noi? Mai trattato”, assicura il Crotone nelle stanze buie dello Starhotel di Rogoredo. Tutta un’altra storia – in negativo – rispetto al vecchio Atahotel. Lontano dal centro di Milano, con volti sempre meno noti, segnale di decadenza del calcio italiano. La Lazio nemmeno si presenta: il diesse Tare resta a Roma e prova a “liberarsi” delle zavorre in uscita. Non fa nemmeno la fatica di prendere treni o aerei. Promosso l’acquisto di Bastos, da valutare Wallace, Lukaku e tutto il suo operato nei prossimi mesi. Già bocciato da Inzaghi Leitner, il mister si sarebbe tenuto volentieri Onazi. Ma non può certo lamentarsi a centrocampo: la permanenza di Biglia è già un miracolo. Sciolto il nodo della porta: Berisha va all’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, Vargic sarà il secondo di Marchetti, Strakosha il terzo con Guerrieri a Trapani. La rosa ora è al completo, entro sabato 10 verrà stilata la nuova lista dei “25”. Lotito s’informerà domani, era troppo impegnato in Figc oggi.

SCUDETTO – Dopo oltre un secolo, è ancora uno scudetto controverso. Rimangono perplessità nei consiglieri, ci saranno altre discussioni. Poi forse si arriverà alla votazione: il tricolore del 1915 non riesce proprio a tornare nella bacheca della Lazio e non si capisce il motivo di così tanta attesa. O forse sì: la richiesta della presenza fisica di un “tesserato” dell’epoca che possa ritirarlo. Follia. Ieri non era all’ordine del giorno in Figc, ma se ne poteva e doveva discutere a margine del consiglio federale, secondo le aspettative di Lotito. Invece nulla. Servirà ancora tempo per festeggiare e i tifosi biancocelesti lo sperano. La riassegnazione ex aequo di quel titolo, ora soltanto del Genoa, sembra un questione scottante: «C’è una commissione che studierà e valuterà la situazione. Guardate che il percorso ha impiegato cento anni, se ne impiega 101 non cambia niente», giura il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. In realtà, è frenetica la voglia in casa Lazio di trovare un motivo per sorridere. E a volte il passato può sembra più roseo del futuro. Prima di entrare in Federcalcio lo stesso presidente Lotito era stato più che diplomatico: «Non c’è nessuno scudetto». Peccato, perché almeno un tricolore – seppure in bianco e nero – avrebbe reso la giornata di ieri, priva di colpi di scena sul mercato, meno grigia.

Cittaceleste.it

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