Caso Keita: anche i senatori hanno appoggiato la società

Caso Keita: anche i senatori hanno appoggiato la società

Furbo è furbo. Svelto pure, in campo e nella vita. E allora non chiedete a Keita Balde Diao, 18 anni, se ha imparato la lezione. Sì che l’ha imparata. Non chiedetegli però neppure di frenare anche i suoi pensieri, oltre alle parole. Perché sarebbe come limitarne i movimenti in campo:…

Furbo è furbo. Svelto pure, in campo e nella vita. E allora non chiedete a Keita Balde Diao, 18 anni, se ha imparato la lezione. Sì che l’ha imparata. Non chiedetegli però neppure di frenare anche i suoi pensieri, oltre alle parole. Perché sarebbe come limitarne i movimenti in campo: controproducente. Traduzione: Keita ora non entrerà più in una discussione con un compagno, sia anche solo di natura tattica come quella avvenuta con Radu. È stato punito, ha pagato in prima persona e ha chiesto scusa davanti al gruppo. L’ha preteso la società e Petkovic ha avallato: un «non lo faccio più», davanti ai compagni, poi pure una chiacchierata con il d.s. Tare. Ramanzina d’obbligo, come pure una multa preannunciata, dall’importo contenuto (sembra solo 500 euro) e comunque non ancora comminata materialmente.

 

Distanza – Keita è tornato in campo, due giorni fa a Formello. Ma già domenica sera, alla cena di Natale, l’umore era di nuovo ottimo, almeno questo a giudicare dalla sua faccia. Non gli serve un tutor per capire come ci si comporta: che abbia una personalità forte a Formello se ne sono accorti da tempo. Lo sanno anche i compagni: se è vero che la discussione c’è stata solo con Radu, non è che gli altri «senatori» si siano spesi per ricomporre la frattura, anzi in qualche modo hanno appoggiato la decisione della società. Normale allora che si crei una piccola distanza, distanza pure acuita dal «timing» del caso. Tempismo non eccezionale, forse non tutto è stato casuale: il messaggio di Hernanes in difesa di Petkovic, le scelte di formazione del tecnico di Sarajevo impostate sulla vecchia guardia, l’invito di Klose ribadito anche nel post Livorno a «correre tutti, anche quando il pallone ce l’hanno gli avversari».

Inghilterra? – Non si può Domenica a Verona Keita tornerà tra i convocati: nuova vita sì, ma si riparte dalla panchina. Forse saranno delusi gli osservatori dei club europei. Quelli del Manchester City, ad esempio, sono già stati all’Olimpico per vederlo. Ma attenzione: Keita è extracomunitario, in Premier non può giocare se non accumula un numero minimo di partite con la propria nazionale. Quale nazionale, è tutto da vedere: il Senegal gli ha mandato qualche segnale attraverso il genoano Konatè. Al laziale converrebbe anche accettare. Ma entro l’estate prossima dovrebbe finalmente ottenere il passaporto spagnolo. E se arrivasse una chiamata da Madrid, sarebbe difficile resistere. E la furbizia, qui, forse conta un po’ meno. (Gazzetta dello Sport)

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