“Che anno è, che giorno è”: lacrime dei 50mila laziali al sorpasso

“Che anno è, che giorno è”: lacrime dei 50mila laziali al sorpasso

ROMA – Contateli a uno a uno: 49.096 presenti. Tutti in campo, dal primo all’ultimo. Record stagionale all’Olimpico, Roma Nord in tilt. File chilometriche per le strade e ai botteghini. Gioca la Lazio, giocano i tifosi con l’Empoli. Nord e Maestrelli s’uniscono nel tifo, la Tevere urla a squarciagola, la…

ROMA – Contateli a uno a uno: 49.096 presenti. Tutti in campo, dal primo all’ultimo. Record stagionale all’Olimpico, Roma Nord in tilt. File chilometriche per le strade e ai botteghini. Gioca la Lazio, giocano i tifosi con l’Empoli. Nord e Maestrelli s’uniscono nel tifo, la Tevere urla a squarciagola, la Monte Mario applaude. E uno striscione recita: «La nostra coerenza è tifare a oltranza». Sotto il caldo, il respiro diventa bollente: è ossigeno puro per la squadra e per Pioli. Il mister che, persino in trance agonistica, alza la testa e risponde con un saluto. Rispetto e amore così si fondono, questa è una domenica da ricordare. Perché non si sente nemmeno il tocco d’un pallone, non c’è uno spicchio d’aria libero. Solo brividi forti e voglia di gridare: «Vola Lazio Vola». Sul prato verde, vola.

TUTTI IN PARADISO – La classe dei tifosi va in paradiso. Questa Lazio ha 50mila anime, questa Lazio è del popolo. Nelle capocciate di Miro e Stefano capitano, nell’insistenza di Felipe, nel siluro di Candreva c’è la spinta d’ogni laziale. L’Empoli s’affaccia e si becca subito le mitragliate d’uno stadio intero. Questi tifosi sparano una grinta esagerata dagli spalti. Sono urli di gioia, estasi biancoceleste, a scandire questo sogno Champions. In mezzo a 50mila laziali è meraviglioso risucchiare persino un sorriso di Lotito. C’è chi prova ancora a insultarlo, ammutolito da fischi assordanti. Lo show oggi non ammette note stonate. Guai a rovinare lo spettacolo per grandi e piccini. La foto-ricordo è la bocca spalancata d’un bambino. L’immagine dello stupore, di chi non ha mai visto una roba così. Forse ha ragione Pioli, questa Lazio è davvero speciale.

IL SORPASSO – S’accende tutto, l’Olimpico. In un moto di gloria e d’orgoglio, è un’esplosione al pari granata a Torino al 62′. Crollano e volano seggiolini al «Chi non salta della Roma è». Mezz’ora d’attesa, canticchiando «So’ già du ore». Infine partono le pernacchie: «Vincerete il tricolor». E’ l’ironia dei vincitori, come quell’indimenticabile 26 maggio 2013: «Lulic, Lulic». C’è Marchetti in tribuna a indossare il cimelio di Senad, la maglia della Coppa Italia eterna. In 10, anzi 12, la Lazio vince e domina comunque, sfreccia e sorpassa. Già, finalmente, la Roma: «Che anno è, che giorno è». Cantano i versi di Battisti e sono tutti con le lacrime. C’è una luce che cade dagli occhi. Sotto la Curva, su tutta la squadra e sulle ali d’Olympia (ilmessaggero).

Cittaceleste.it

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