Contestazione infinita

Contestazione infinita

Così vicini, ma terribilmente lontani. Ancora una volta, la quarta nelle ultime cinque partite casalinghe, domani pomeriggio i tifosi della Lazio lasceranno lo stadio Olimpico (semi) deserto e la propria squadra sola nell’ennesimo, decisivo spareggio per la disperata rincorsa all’Europa League, distante tre punti dopo la sconfitta rimediata la scorsa…

di redazionecittaceleste

Così vicini, ma terribilmente lontani. Ancora una volta, la quarta nelle ultime cinque partite casalinghe, domani pomeriggio i tifosi della Lazio lasceranno lo stadio Olimpico (semi) deserto e la propria squadra sola nell’ennesimo, decisivo spareggio per la disperata rincorsa all’Europa League, distante tre punti dopo la sconfitta rimediata la scorsa settimana a Napoli.

Stavolta, però, i tifosi biancocelesti non resteranno a casa. La curva Nord sta infatti organizzando un raduno a Ponte Milvio (l’idea dello stadio dei Marmi è stata accantonata perché la zona è sotto la gestione della Lazio), dove seguire insieme la partita contro il Torino attraverso un maxischermo, questura permettendo: la richiesta è stata inoltrata nei giorni scorsi, la risposta del commissariato di zona arriverà nelle prossime ore. L’obiettivo è chiaro: stare tutti insieme per seguire la Lazio e manifestare ancora una volta il proprio dissenso verso la gestione del presidente Claudio Lotito.

Con il permesso della questura e soprattutto del tempo (le previsioni non sono affatto buone), domani il popolo biancoceleste sarà quindi lì, a meno di un chilometro dallo stadio Olimpico. Così vicino ma così lontano dalla squadra, «sacrificio necessario» per portare avanti la protesta. Nonostante l’iniziativa lanciata dalla società – l’Indesit Football Family Day con tre biglietti per i distinti Sud-Est (2 adulti e un ragazzo under 16) a soli 15 euro – il fronte della contestazione non si spacca, anzi si rafforza. I tagliandi venduti sono circa 3mila, cifra simile a quelle registrate per le ultime due partite casalinghe con Parma e Sampdoria. Difficilmente, dunque, gli spettatori presenti all’Olimpico (abbonati compresi) saranno più di 10mila, mentre a Salerno osannano Lotito per lo storico trionfo nella Coppa Italia di Lega Pro al grido «lascia la Lazio e portaci in serie A».

Paradossi del destino, le vittorie fanno miracoli. Anche se alla Lazio, appurata la compattezza della protesta, non basterebbe neppure la conquista dell’Europa League per placare la delusione dei tifosi. Lotito e il direttore sportivo Tare stanno pianificando il mercato estivo, Reja pensa solo al campo. Perché battere il Torino non sarà facile e senza l’aiuto dei tifosi sarà anche peggio, ma la Lazio non ha altra scelta.

Per riprendere Parma e Inter servono (almeno) 12 punti sui 15 ancora a disposizione. Bonus terminati, dunque, e una tradizione negativa da cancellare in fretta: nelle sei sfide col Torino giocate all’Olimpico nel terzo millennio, la Lazio ha ottenuto una sola vittoria e ben cinque pareggi. E fuori casa non è andata meglio: basti ricordare le ultime due partite, perse entrambe di misura, la prima sotto la neve, la seconda sotto un sole beffardo per Vladimir Petkovic, licenziato due settimane dopo. Stavolta la Lazio non può sbagliare, con o senza l’aiuto del pubblico. Perché senza l’Europa la stagione biancoceleste, al momento negativa (Keita escluso), sarebbe fallimentare. (Il Tempo)

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