CORSPORT – De Vrij? Vale quanto Ibrahimovic…

CORSPORT – De Vrij? Vale quanto Ibrahimovic…

ROMA – E’ come aggiungere Ibrahimovic a una buona squadra. Sposta, solo con il suo fisico e la presenza, gli equilibri. Fa la differenza. Stefan De Vrij è un top nel suo ruolo, non bisognava scoprirlo adesso, considerando come la Fifa lo avesse eletto in Brasile miglior difensore del Mondiale.…

ROMA – E’ come aggiungere Ibrahimovic a una buona squadra. Sposta, solo con il suo fisico e la presenza, gli equilibri. Fa la differenza. Stefan De Vrij è un top nel suo ruolo, non bisognava scoprirlo adesso, considerando come la Fifa lo avesse eletto in Brasile miglior difensore del Mondiale. S’è inserito in fretta e ha sorpreso la sua crescita, perché ha davvero impiegato poche settimane per capire il calcio italiano, diventare il leader del reparto dopo l’infortunio di Gentiletti, acquistando una tranquillità e una sicurezza sorprendente. Scherza con quasi tutti gli attaccanti, può essere messo in difficoltà dalle punte piccole e rapide nell’uno contro uno, ma il senso della posizione e una lettura tattica superlativa gli permettono di andare poche volte in affanno. De Vrij è mancato tanto alla Lazio sabato sera allo Juventus Stadium come sarebbe successo in qualsiasi altra squadra avesse giocato, perché in giro per il mondo ci sono pochissimi difensori del suo livello. Difficile sostituirlo, ma gli altri centrali meritano rispetto e considerazione. Gli errori e le disattenzioni fatali nella partita con i bianconeri non sono individuali, ma figlie dell’atteggiamento coraggioso dimostrato dalla Lazio. La squadra era troppo sbilanciata e ha concesso un contropiede impossibile a Bonucci nell’azione del raddoppio, c’è stata un’interpretazione sbagliata del fuorigioco in occasione del gol firmato da Tevez. Cana ha spiegato negli spogliatoi certi meccanismi, Pioli chiede di uscire e di salire ai suoi difensori dopo il rinvio del pallone, Mauricio non era allineato e teneva in gioco l’argentino. Può succedere, soprattutto quando i due centrali non sono collaudati e non hanno giocato tanto in coppia. C’è stato anche un errore di concetto, perché la linea doveva salire dopo il rinvio di Cana, ma la palla è subito tornata indietro e non stava continuando la corsa verso Buffon. Barzagli l’ha respinta e rimandata in attacco, Vidal a sua volta è riuscito ad anticipare Biglia e l’ha spizzata. In quel momento, con il pallone in viaggio nella direzione di Marchetti, la linea difensiva della Lazio doveva tornare indietro e non salire. Mauricio aveva messo in fuorigioco Matri (l’attaccante della Juve più vicino) e si è fermato, Cana s’è ritrovato troppo avanti e Tevez si era sistemato nella terra di nessuno.

 

 

Precedenti. Questione di intesa. La forza di De Vrij è proprio nella lettura e nella capacità di guidare i movimenti della difesa. Accanto all’olandese, tutti giocano meglio e si sentono più al sicuro. E’ fatale pagarne l’assenza. Le statistiche confermano. Quattro sole assenze in questo campionato, quattro sconfitte per la Lazio. Prima del ko con la Juve (0-2), De Vrij aveva saltato le partite d’andata con Udinese (0-1) e Napoli (0-1) più la trasferta di Cesena (1-2). Per la cronaca, era stato espulso a Marassi alla terza giornata due minuti prima che Pinilla firmasse il successo incredibile del Genoa (0-1). Era il giorno dell’infortunio di Gentiletti, quasi pronto al rientro dopo sei mesi di stop. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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