12 maggio – Cragnotti, la star della notte

12 maggio – Cragnotti, la star della notte

Una festa dei laziali, per la Lazio ma senza la società legale che la rappresenta. Un movimento di popolo, dal basso. C’è un’assenza eccellente, quella del presidente Claudio Lotito, e una presenza altrettanto eccellente, quella dell’ex presidente Sergio Cragnotti. Un nome capace di evocare ricordi sportivi dolcissimi per i sostenitori…

Una festa dei laziali, per la Lazio ma senza la società legale che la rappresenta. Un movimento di popolo, dal basso. C’è un’assenza eccellente, quella del presidente Claudio Lotito, e una presenza altrettanto eccellente, quella dell’ex presidente Sergio Cragnotti. Un nome capace di evocare ricordi sportivi dolcissimi per i sostenitori biancocelesti.
Una Lazio, quella, che sapeva dettare legge in Italia e in Europa. Un squadra e dei calciatori che rappresentano un mito per un’intera generazione. Cragnotti è una sirena che strega i tifosi quegli stessi che, per protesta contro l’attuale dirigenza, hanno deciso di disertare lo stadio Olimpico in questa stagione disgraziata. E le parole che l’ex numero uno biancoceleste spende prima del triangolare con tutte le vecchie glorie coincidono con quelle che tutti si aspettano e desiderano. « Quello di stasera è un evento che regala grande emozione a tutti i laziali ».

 

Uno stadio tutto a favore. Rivedere un Olimpico con sessantacinquemila persone è una specie di miraggio, merce rarissima non solo nella stagione che si avvicina al termine, ma in generale negli ultimi anni. Un pubblico che quasi interamente agogna il ritorno in campo di Cragnotti (i cori al suo ingresso allo stadio “C’è solo un presidente”, “Caccia Lotito”, con tanto di standing ovation, lasciano poco spazio a dubbi). « Avere questa riconoscenza è straordinario – si schernisce l’ex presidente – speriamo di poterla avere ancora ».

Una stagione tormentata, vissuta lungo una frattura insanabile tra tifosi e proprietà. « I dissapori in una società di calcio sono fisiologici, ma poi ci si dovrebbe sempre ritrovare nel nome della lazialità» .

Questioni di cuore. E sono proprio queste le note su cui vuole perdersi il tifoso laziale. Passione pura. Cragnotti non lesina: « Oggi serve essere tutti uniti attorno alla maglia biancoceleste, perché questa squadra deve riportarsi in alto ». L’auspicio è miele, succo dolcissimo, progetto per il futuro. « Il connubio squadra-tifosi è sinonimo di successo. Speriamo che ci possa essere in futuro ».
In una stagione in cui la Lazio si ritrova con un pugno di mosche in mano, solo far balenare la possibilità di tornare a vincere è concetto capace di suscitare emozioni profonde. Una sfilza sterminata di campioni fa venire l’acquolina, inietta coraggio, anche solo quello necessario per sperare.

Il tempo dei ricordi. Arriva infine anche il momento dei ricordi, di una Lazio che aveva le idee molto chiare su quali passi compiere per vincere.
Le parole di Cragnotti sembrano quasi voler evocare una via da seguire, comunque in assoluto non serve vivere di ricordi, ma bisognerebbe far tesoro di quel che è stato: « Da quando abbiamo comprato la Lazio abbiamo capito che si poteva far bene, perché la più grande soddisfazione era di rendere la squadra vincente sul piano internazionale, la squadra doveva seguire le direttive economiche della società».

Grandi firme. Una Lazio stellare composta da tanti campioni. Roberto Mancini la più brillante. L’ex fantasista ha riconosciuto che il motore di tutto fu Cragnotti.
Il presidente incassa i complimenti, ma spiega e in un certo senso rende onore e merito a un campione assoluto in campo e ora anche fuori, in panchina: « Anche lui è stato un elemento fondamentale per il cambiamento della strategia della società. Per cambiare la mentalità provinciale ho portato tutto lo staff che aveva alla Samp, e lui ha dato un grandissimo contributo ».
La ricetta forse è tutta qui, trovare un cambio di ritmo capace di ridare entusiasmo a un gruppo apparso svuotato e a una tifoseria che ha ancora tanta passione da spendere. E vuole solo poter ricominciare a farlo.

Corriere dello Sport

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