Damascelli: “Liberiamoci di chi vuol liberarsi di Lotito”

Damascelli: “Liberiamoci di chi vuol liberarsi di Lotito”

Di Tony Damascelli – IlGiornale.it – ROMA – Non è meraviglioso il pubblico del calcio che espone uno sriscione che dice: «Quando volo penso al Toro»? Non è meraviglioso il pubblico dei nostri meravigliosi stadi quando inneggia alla merda ogni volta che un portiere calcia il pallone? Non è meraviglioso…

Di Tony Damascelli – IlGiornale.it – ROMA – Non è meraviglioso il pubblico del calcio che espone uno sriscione che dice: «Quando volo penso al Toro»? Non è meraviglioso il pubblico dei nostri meravigliosi stadi quando inneggia alla merda ogni volta che un portiere calcia il pallone? Non è meraviglioso il pubblico del calcio che ha un suo presidente padrone che dà dell’imbecille al collega avversario? Non è meraviglioso l’onorevole tifoso che chiede come primo impegno al nuovo governo che «Renzi garantisca la correttezza e la trasperenza della serie A»? Non è meraviglioso il pubblico della capitale d’Italia che non rispetta la legge (sbagliata ma comunque legge) del calcio e costringe la propria squadra del cuore a giocare quasi a porte chiuse? Non è meraviglioso il pubblico della stessa città, ma di tifo opposto, che si raduna come mai prima di domenica sera e organizza la marcia dei quarantamila per insultare e minacciare il presidente della propria squadra? Lotito deve liberare la Lazio.  Mai, in oltre un secolo di storia biancazzurra, si erano viste le scene di domenica. Mai, nemmeno con Sergio Cragnotti, quello che portò la Lazio a vincere lo scudetto e l’abbandonò con un monte di debiti, così come gli azionisti della Cirio. Ma questo è stato digerito dallo stomaco del popolo laziale che domenica, per l’appunto, ha inneggiato Cragnotti. E’ il calcio di casa nostra che non finisce mai di stupire, che se ne fotte dei regolamenti, delle norme di sicurezza, delle leggi dello Stato perché sa di poter comandare. Lotito Claudio non è simpatico, non fa nulla per esserlo, mille ne combina per farsi amare poco o niente ma i soldi sono i suoi e allora lui soltanto può scegliere il futuro del club, anche cedendolo al proprio figlio come ha annunciato con la superbia che gli appartiene. Perché Garrone o Mantovani e anche Berlusconi così non hanno fatto e non faranno? Perché Agnelli ha agito in modo diverso? Comunque al posto di Lotito mi farei da parte, da oggi stesso: avanti un altro, che paghi gli stipendi ai fornitori, dipendenti, calciatori, allenatori, erario, che si preoccupi della campagna acquisti e cessioni, che organizzi le trasferte, che si presenti nei siti politici. Vediamo chi è così bravo. Se Lotito deve liberare la Lazio il calcio deve liberarsi da tutto il resto. Chi incomincia?

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