Diaspora Lazio: tanti big pronti a mollare

Diaspora Lazio: tanti big pronti a mollare

Una diaspora. Petkovic verso la nazionale svizzera, entro un mese scatterà l’annuncio che, però, potrebbe non portare a rotture con la società biancoceleste. Motivo? Mancano le alternative. A parte Reja e Bollini (allenatore della Primavera) che convincono poco, Lotito e Tare non hanno un nome pronto per il cambio di…

Una diaspora. Petkovic verso la nazionale svizzera, entro un mese scatterà l’annuncio che, però, potrebbe non portare a rotture con la società biancoceleste. Motivo? Mancano le alternative. A parte Reja e Bollini (allenatore della Primavera) che convincono poco, Lotito e Tare non hanno un nome pronto per il cambio di rotta già a gennaio. Piace Murat Yakin del Basilea (compagno di Tare nel Kaiserslautern e anche suo testimone di nozze), ma a giugno, non prima. Così «Petko» potrebbe essere «traghettatore» di se stesso e salutare la Lazio solo a maggio, il tecnico ha già fatto sapere che non avrebbe difficoltà. «Non mi dimetterò mai», diceva infatti un paio di settimane fa. Via a fine stagione e in ottima compagnia: anche Marchetti, Hernanes, Lulic, Gonzalez, tanti della vecchia guardia sono sul piede di partenza: è il contraccolpo della crisi, la Lazio non va e il gruppo di dissolve. Del resto le rivoluzioni, come quella sui giovani varata in estate, non sono mai senza vittime. Così, più per i problemi attuali della Lazio che per l’opzione Svizzera dopo il Mondiale 2014, Petkovic torna in bilico, ma solo virtualmente. E la nuova linea di frontiera tracciata dalla società coincide con la trasferta col Torino, l’8 dicembre. Ancora tre partite per sbloccare la Lazio, per tirarla fuori dal vortice di confusione che sembra aver ingoiato tutto il gruppo.

 

E poi? E poi potrebbe non cambiare nulla. Anche se 7 moduli in 18 partite stagionali sono troppi e trovano giustificazione solo in uno strenuo tentativo di rianimare una squadra che dal 26 maggio non dà segni di vita. Non si può defibrillare in eterno, ma fino a maggio, magari trovando sfogo in Europa League, quello sì. Però il Napoli diventa comunque fondamentale. Perché rappresenta il limite che i tifosi si sono dati, in caso di partitaccia in stile Sampdoria sono annunciate visite a Formello. Ed è per questo che Petkovic domani sera a Varsavia contro il Legia varerà l’ennesimo turnover, abbandonando il 3-4-3 e recuperando il 4-3-3 che a Parma sembrava aver lanciato la svolta nel segno di Keita e che, di fatto, è diventato il primo mattone su cui costruire una buona gara contro Higuain&Co. Felipe Anderson, Novaretti, Perea, Biglia, Berisha: giocheranno insieme per la prima volta tutti i nuovi (Vinicius è fuori dalla lista per l’Europa League). Ai quali, da gennaio, può aggiungersi anche il 20enne mediano albanese del Paok Salonicco Ergys Kace, uscito allo scoperto sul profilo facebook personale: «A gennaio giocherò in una squadra di Serie A al 100%» e «Tra le opportunità che ho c’è quella di un trasferimento alla Lazio! ». Stesso ruolo di Gonzalez, infatti. (Corriere della Sera)

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