DOMANI SI GIOCA – Il Principe del centrocampo biancoceleste è pronto: con l’Inter ci sarà

DOMANI SI GIOCA – Il Principe del centrocampo biancoceleste è pronto: con l’Inter ci sarà

ROMA – Lucas Biglia gioca. E’ pronto a tornare al comando. Guiderà il centrocampo della Lazio nel posticipo con l’Inter. Provino ok. Ieri mattina il regista argentino ha sostenuto l’intero allenamento e si avvia verso il pieno recupero. La prudenza è d’obbligo, lo staff medico lo ha spedito dopo pranzo…

ROMA – Lucas Biglia gioca. E’ pronto a tornare al comando. Guiderà il centrocampo della Lazio nel posticipo con l’Inter. Provino ok. Ieri mattina il regista argentino ha sostenuto l’intero allenamento e si avvia verso il pieno recupero. La prudenza è d’obbligo, lo staff medico lo ha spedito dopo pranzo alla clinica Paideia per un altro accertamento strumentale. La risonanza era prevista da mercoledì, si voleva controllare lo stato della caviglia dopo tre o quattro giorni di allenamento più intenso, ecco perché anche ieri al centro sportivo di Formello si manteneva in dubbio la sua presenza. Le risposte dell’allenamento svolto in mattinata erano state ampiamente positive. Biglia ha svolto l’intero lavoro atletico e tattico con la squadra, Pioli lo ha messo al centro delle esercitazioni: sta preparando la sfida all’Inter confidando nell’apporto del suo playmaker, che si era fermato poche ore dopo la partita con la Juve del 19 aprile. Durante il riscaldamento, tirando in porta, il piede si era impuntato sul terreno e aveva provocato la rotazione della caviglia. Biglia, nonostante l’infortunio, era riuscito a tenere il campo per novanta minuti. Dopo il rientro notturno a Roma, caviglia gonfia e dolori. La distorsione capsulare e legamentosa lo ha tenuto fuori per due settimane.

Regista. Lucas non si arrende facilmente, ha già giocato in condizioni precarie e questo è un momento delicatissimo della stagione. L’ex regista dell’Anderlecht avverte ancora qualche dolore, ma è pronto a stringere i denti e Pioli lo aspetta. Il tecnico lo considera fondamentale per il gioco della Lazio, per il senso tattico e la capacità di “portare su” la squadra nella fase di non possesso. E’ l’allenatore in campo, il vero e proprio motore, perché avvia i movimenti senza palla e il suo fraseggio diventa determinante nell’avvio dell’azione. Con De Vrij ancora fortemente in dubbio (oggi il test decisivo per l’olandese), Pioli intende forzare almeno il recupero di Biglia: rischia di dover fare a meno del regista difensivo, perdere anche il cervello del centrocampo significherebbe smarrire l’anima della Lazio. Lo dimostrano i risultati e le recenti prestazioni. Senza De Vrij e Biglia, non è stata la stessa Lazio. Ha inciso di più l’assenza del colosso olandese, ma si è avvertita anche la mancanza dell’argentino.

 

 

 

Assenze. Biglia ha saltato già 9 partite su 34 dall’inizio del campionato. Non sono poche. Il 21 settembre, durante la partita di Marassi con il Genoa, aveva riportato una microfrattura al metatarso ed era stato sostituito nell’intervallo. La Lazio perse la partita per un gol di Pinilla quasi al novantesimo dopo l’espulsione di De Vrij. Senza Biglia si sono registrati due pareggi (1-1 con Chievo e Atalanta), due sconfitte (Udinese 0-1, Cesena 1-2) e quattro vittorie (4-0 al Palermo, 3-2 al Sassuolo, 3-0 con l’Atalanta, 4-0 al Parma), quasi tutte concentrate nel girone d’andata. Curiosamente i risultati migliori della Lazio sono maturati con il 4-2-3-1, a fine settembre allestito con il tandem Onazi-Parolo e in tempi più recenti con Cataldi al posto del nigeriano. Ledesma era in cabina di regia con l’Atalanta all’Olimpico a metà dicembre e con il Chievo due settimane fa, ma anche in occasione delle sconfitte con Udinese (inizio campionato) e Cesena (a febbraio). Il doppio mediano è la formula preferita da Pioli per dividere la responsabilità della regia, soprattutto quando manca Biglia. A Bergamo, la pressione e l’aggressività dei mediani dell’Atalanta avevano tolto il respiro per un’ora a Cataldi e Parolo, il centrocampo della Lazio si era ritrovato in inferiorità numerica. Secondo Pioli, le difficoltà non sono nate dall’assetto tattico ma dallo scarso movimento di Mauri, Felipe e Candreva, troppo statici. Con l’Inter torneranno a correre, creando imprevedibilità. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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