Dov’è finito Marchetti?

Dov’è finito Marchetti?

Era il valore aggiunto della Lazio di Petkovic, come lo era stato un anno prima con Reja. Strada facendo, s’è smarrito anche lui, pagando magari anche colpe collettive perché non sempre, praticamente mai in trasferta, la difesa alza un muro davanti alla sua porta. C’era una volta il Federico Marchetti…

Era il valore aggiunto della Lazio di Petkovic, come lo era stato un anno prima con Reja. Strada facendo, s’è smarrito anche lui, pagando magari anche colpe collettive perché non sempre, praticamente mai in trasferta, la difesa alza un muro davanti alla sua porta. C’era una volta il Federico Marchetti formato saracinesca, il portiere capace di “segnare” – sì, è il verbo giusto – parate decisive che a bilancio hanno fruttato in passato un bel po’ di punti in più, sempre decisivi per tenere la Lazio sempre in corsa, fino all’ultimo, per la zona Champions. C’era una volta ma oggi non c’è più, perché anche a Verona il portiere biancoceleste non è riuscito a fare la differenza, a tenere la Lazio in partita anche quando sembrava averla ripresa con Biglia. Premessa: la difesa non gli ha dato affatto una mano sulle prime due reti nate su palla inattiva, ma in fondo sta anche a lui guidarla con il piglio giusto, alzando la voce quando necessario. Tradito sul colpo di testa di Toni dai suoi compagni, ma forse anche da un’esitazione di troppo, poco reattivo sua una punizione di per sé comunque perfetta, quella di Iturbe, ma che pure doveva essere una situazione da prevedere studiandola a tavolino.

LUI E RAFAEL – La differenza in questo Verona-Lazio 4-1 la fanno anche le parate, riuscite e mancate, dei due portieri. Perché se Marchetti sui primi due gol non ha compiuto uno dei suoi miracoli, dall’altra parte Rafael ha dimostrato di avere i riflessi giusti nel momento cruciale della gara, evitando il possibile pareggio laziale in almeno due nitide occasioni e difendendo un vantaggio legittimato poi con due contropiedi micidiali. Fino a ieri Rafael era il portiere più battuto della Serie A in trasferta, con diciotto reti incassate giocando da ospite. In soli novanta minuti, Marchetti l’ha raggiunto prendendo quattro gol in una volta sola. In tutta la stagione, gli era successo solo due volte, e sempre contro la stessa squadra, la Juve: 4-0 in Supercoppa, 4-1 allo Juventus Stadium. Tornando ai gol presi in trasferta, alle spalle di Rafael e Marchetti ci sono Curci e Andujar a quota diciassette. SCORE – I record individuali concorrono spesso in maniera decisiva al risultato collettivo. E c’è un dato, tra gli altri, che riflette l’involuzione del reparto arretrato nel suo complesso e di Marchetti nello specifico: il portiere bianconceleste non riesce più a costruire strisce significative di imbattibilità. In campionato, mai due partite di fila senza prendere gol. Gli è successo quattro volte nelle prime diciassette giornate: contro il Chievo (3-0 alla 3ª giornata), la Fiorentina (0-0 alla 7ª), il Cagliari (2-0 alla 9ª), con il Livorno (2-0 alla 16ª, una settimana fa). Escludendo i viola, non si tratta poi di attacchi irresistibili… Dunque, quattro gare su diciassette senza inchinarsi agli attaccanti avversari, una percentuale leggermente inferiore al 25%. In passato era andata molto diversamente. Un anno fa, nel primo anno dell’era Petkovic, Marchetti chiuse con zero gol al passivo 13 gare su 33, andando oltre il 39% in quella che da questo punto di vista resta la sua migliore stagione. Nel 2011-12 la sua performance era stata di 11 gare senza gol su 31. IL BISOGNO – La Lazio ha bisogno di ritrovarlo. E lui, Marchetti, ha bisogno di ritrovarsi, di mettere insieme prestazioni importanti in cui dimostrare di saper fare ancora la differenza. E’ l’anno dei Mondiali e le gerarchie alle spalle di Buffon sono più che mai fluide. (Ettore Intorcia) (Corriere dello Sport)