E’ Felipe show: gol e numeri da top player

E’ Felipe show: gol e numeri da top player

ROMA – L’unica cosa da chiedersi è se è giusto considerarlo tra i centrocampisti. E probabilmente, visto anche lo sviluppo tattico che ha avuto negli anni e le zone in cui spesso si trova ad avere il pallone tra i piedi, lo è. Ma sul fatto che fosse tra i…

ROMA – L’unica cosa da chiedersi è se è giusto considerarlo tra i centrocampisti. E probabilmente, visto anche lo sviluppo tattico che ha avuto negli anni e le zone in cui spesso si trova ad avere il pallone tra i piedi, lo è. Ma sul fatto che fosse tra i migliori non ci potevano essere grandi dubbi. Di più: Felipe Anderson è indicato come miglior centrocampista del campionato fino a questo momento. La valutazione dei report della Panini utilizzati dalla Lega di Serie A si basa su gol, assist e recuperi: ovvio che davanti al brasiliano della Lazio non ci potesse essere davvero nessuno.

INDICE. Si chiama “IVG” ed è l’indice di valutazione giocatore. Felipe Anderson guida la classifica parziale dei migliori centrocampisti. Perché nel Santos nasceva giocatore in quel settore del campo e ancora oggi, da esterno offensivo, si ritrova a più riprese a partire dalla linea mediana o da poco più avanti. Sono poi le doti naturali, come la tecnica in velocità, che lo portano ad essere un attimo dopo in area avversari nelle vesti di attaccante. Alcuni numeri medi relativi al gioiello della Lazio? Eccoli: 59,2 palle giocate a partita; 11,2 palloni recuperati sempre ogni novanta minuti; 57,2 come percentuale di passaggi riusciti. Il tutto viene condito dai minuti giocati (1.518) e dai gol segnati (10). Insomma, anche i dati su cui si basa la Serie A premiano l’esplosione del brasiliano.

 

 

maturita’. Felipe Anderson ha compiuto da poco 22 anni e ancora oggi – nel momento in cui è indicato da tutte le parti come nuovo astro nascente – non ne sono state scoperte appieno le reali potenzialità. Come non è stato individuato quale possa essere il ruolo in cui potrà diventare un grandissimo del pallone internazionale. Di sicuro i compiti che dovrà svolgere per esplodere definitivamente sono molto simili a quelli che gli ha consegnato Pioli, altrimenti non si spiegherebbero neanche le prestazioni super a cui ha abituato e che hanno portato a un riconoscimento in questo finale di stagione. Riconoscimento statistico, ok; ma pur sempre dati reali da cui potre leggere una sola cosa: Felipe va che è una bellezza.

incognita. Ora, però, il piccolo dubbio che ha cominciato a fare capolino negli ambienti biancocelesti, tra i tifosi al bar o davanti alle edicole, pareri e perplessità epressi da chi vuole bene alla Lazio e in questo periodo ha ritrovato tutto il suo amore per la squadra del cuore: «Ma se i difensori avversari hanno imparato a conoscerlo, Felipe adesso comincerà a faticare…». Ci può stare. E allora ecco il prossimo obiettivo che deve porsi l’ex Santos e con lui la Lazio: trovare le alternative di gioco e di giocate che gli permettano di essere decisivo quanto più possibile. Attraverso le doti naturali ovviamente, perché sono quelle che fanno di Felipe Anderson un gioiello con margini enormi di crescita davanti a sé. Le marcature e i raddoppi aumenteranno, è stato così nelle ultime partite e sarà così in questo rush finale che vale gloria e soldi. Ma sono “problemi” normali, quasi di vita, perché in ogni lavoro chiunque è chiamato sempre a migliorarsi. Per ora, però, la Lazio è Felipe sono stati in grado di crescere insieme. E tanto. I dati non mentono, quelli della Panini su cui si basa la Lega di A ancora meno. Per ora il brasiliano biancoceleste è considerato il miglior centrocampista del campionato. Di strada, dai dubbi dell’anno scorso, Felipe ne ha già fatta tanta. Avanti. (Corriere dello Sport)

 

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