E ora s’annamo a divertì Nani

E ora s’annamo a divertì Nani

Il portoghese ha ritrovato la condizione e si sta già dimostrando un valore aggiunto

ROMA – Batti il cinque Nani. Primo gol italiano. Inseguito, voluto, cercato, trovato. Una firma di livello. Finalmente eccola la prima rete del portoghese con la maglia della Lazio. Immobile lo serve in profondità, lui con una sublime finta di suola fa perdere i giri a Venuti e poi di sinistro batte per la quinta volta Brignoli. Nani segna sotto il settore dei tifosi biancocelesti che cantano a squarciagola: «S’annamo a divertì Nanì, Nanì». Quattro presenze finora, 72 i minuti giocati. Inzaghi lo sta inserendo progressivamente nella squadra. Lo ha fatto con tutti senza distinzioni: giovanissimi e campioni. Il portoghese, arrivato a Roma con un guaio al ginocchio, ha dovuto svolgere la preparazione in ritardo rispetto al resto del gruppo. La prima presenza nel 6-1 contro il Sassuolo all’Olimpico alla settima di campionato. In quell’occasione tutti cercarono di mandarlo in rete – sottolinea ilMessaggero – ma senza riuscirci. Nelle apparizioni successive, Nani, aveva palesato un ritardo di condizione. Per questo il tecnico ha preferito non forzare. Strategia vincente visto che già, mercoledì, contro il Bologna aveva fatto vedere qualche numero del suo repertorio. Gli mancava il gol e ieri è arrivato.

S’ANNAMO A DIVERTI’

«Una grande emozione, sono molto contento di poter aiutare la squadra a vincere la partita. Un gol bellissimo e sono felice, ma l’importante è la vittoria. Il gol è stato frutto di un gioco di squadra, la cosa più importante è aver vinto» dice il portoghese nella sua prima intervista in italiano. Lo parla già bene anche se lui ci ride su: «Devo cercare di impararlo meglio». In campo nessun problema perché tutti parlano la stessa lingua: «La Lazio è una squadra forte con giocatori di qualità, facciamo bene in campo e il mister sa farsi capire. In questo modo è facile fare risultato». Poi sottolinea: «Dobbiamo continuare a giocare così. Il finale di gara in crescendo è stato importante perché dobbiamo sempre aumentare il nostro livello. È bello che i nostri tifosi esultano così tanto ai nostri gol, bello ricevere il loro appoggio quando si gioca. Questo ci rende più uniti e ci aiuta a vincere». Infine qualcuno gli chiede dello scudetto: «Non dobbiamo metterci da soli troppa pressione. Dobbiamo essere intelligenti e capire da soli se ne saremo in grado. Solo nelle ultime cinque partite potremo dire di poter vincere o meno il campionato. Possiamo lottare anche con la Juventus, la migliore in Italia in questi ultimi anni. Lo abbiamo dimostrato già due volte». Per ora piedi per terra… «s’annamo a dirvetì Nanì Nanì».

Cittaceleste.it

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