E se Miro avesse un futuro alla…. Totti?

E se Miro avesse un futuro alla…. Totti?

(Di Franco Recanatesi, Corriere dello Sport) – E se Miro Klose diventasse il Totti della Lazio? La prospettiva, decisamente suggestiva, non mi abbandona dalla scorsa domenica, da quando cioè la stessa idea ha attraversato forse la mente di Edy Reja. Che cosa è successo a Cagliari? Qualcosa che non è…

di redazionecittaceleste

(Di Franco Recanatesi, Corriere dello Sport) – E se Miro Klose diventasse il Totti della Lazio? La prospettiva, decisamente suggestiva, non mi abbandona dalla scorsa domenica, da quando cioè la stessa idea ha attraversato forse la mente di Edy Reja. Che cosa è successo a Cagliari? Qualcosa che non è stato sottolineato con la meritata enfasi per ciò che può significare nel futuro della Lazio. La squadra biancoazzurra ha messo in campo un modulo offensivo inedito, con i due esterni che, scambiandosi continuamente di posto e alternandosi o svolgendo insieme il compito di prima punta, e con un regista alle spalle e talvolta sulla stessa linea hanno fatto perdere la bussola alla difesa dei sardi. Risultato: le occasioni da gol sono fioccate, due sono state concretizzate, almeno cinque sono svanite per finalizzazioni imprecise o interventi alla disperata del portiere.

Una tale forza d’urto non si era mai vista in questa stagione. Merito di Reja che si sta dimostrando stratega fine e fantasioso (alla faccia di chi gli rimprovera un immobile difensivismo), di Keita e Lulic che hanno interpretato al meglio il tourbillon da lui azzardato, e di Klose che cambiando pelle ha improvvisato con grande successo il ruolo per lui inedito di trequartista/suggeritore/incursore. Le folate offensive della Lazio di Cagliari mi hanno ricordato quelle che caratterizzano positivamente la Roma di Garcia, la posizione e i movimenti di Klose quelli del suo profeta Francesco Totti. Credo e spero che Reja dia seguito al felice esperimento, in grado di schiudere scenari luminosi per la Lazio, non solo limitatamente alla stagione in corso. Qualcuno già mi starà rimproverando un eccesso di ottimismo, ma giudicate questa presunta “follia” dopo aver letto quanto segue. Con il cambio di ruolo, Miro Klose potrebbe ritrovare quegli stimoli e quel divertimento che recentemente sono sembrati appannati. Una nuova vita, una “vecchiaia” calcistica ringalluzzita dal gusto della novità. Troppo tardi?
Macchè tardi. Klose è integro, sa gestirsi e se vogliamo (dobbiamo) proseguire nel parallelo con Totti, rispetto al romanista è più giovane di due anni. La loro strepitosa carriera si assomiglia nella serietà, nella dedizione e persino nelle partite giocate fra squadre di club e Nazionale (551 di Totti contro le 533 di Klose) e nella media gol (0,41 il tedesco, 0,39 il giallorosso). Con un particolare che vale la pena ripetere: Miro è più giovane di due anni.

 

 

Se a Totti vengono accreditate altre due stagioni ben calibrate (il primo ad affermarlo è Garcia), la matematica vorrebbe che a Klose ne venissero stimate altre quattro. E invece…
Invece già da tempo sento e vedo malumori, battutine, sorrisini: Miro ha fatto il suo tempo, è logoro, chissà se conviene rinnovargli il contratto e via sproloquiando. Probabilmente tutto ciò fa parte di quella vena vagamente masochista che da tempi remoti attraversa il corpaccione del tifoso laziale. Io spero che ne rimanga immune Claudio Lotito e che il suo dichiarato intento di tenersi stretto il campione tedesco non sia un teatrino. Sarebbe una grave miopia anche trattare un solo anno di rinnovo. Miro può essere la bandiera che da tempo non sventola in casa biancoazzurra, l’uomo in grado di stendere sulla squadra un velo carismatico, di solleticare (e alla bisogna moderare) l’orgoglio della piazza, di fare proselitismo, di elevare lo spessore e la credibilità della società. Sul piano tecnico, poi, Klose, come abbiamo visto, potrebbe rappresentare una svolta strategica. Nel nuovo ruolo alla Totti – se gli piacesse davvero e quindi gli restituisse passione – egli potrebbe avere vita più lunga ed esaltare le già altissime potenzialità di un campioncino appena affacciatosi alla ribalta come Keita e dei due sprinter Candreva e Lulic. Tutti e tre in grado di ripetere la bella recita di Cagliari e di moltiplicare la gioia del gol per tutti coloro che hanno a cuore le sorti laziali.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy