FALLIMENTO – Lotito: a quando il vero salto di qualità?

FALLIMENTO – Lotito: a quando il vero salto di qualità?

Quando costruirà la Lazio da Champions? Ecco la domanda principale dei tifosi.

Salomone

– LOTITO, ROMA – Assalto fallito, missione rinviata. Da otto anni senza Champions. Diventeranno almeno nove, se la Lazio di Pioli non riuscirà nell’impresa di chiudere il campionato tra le prime due oppure se non vincerà l’Europa League o ancora se non si fermerà al preliminare in caso di terzo posto. Nel calcio si può perdere, tappe di crescita forse necessarie per un gruppo così giovane, di prospettiva e ancora immaturo. Una delusione dura da assorbire per la società biancoceleste, che sperava di compiere il salto di qualità e tratteggiare un profilo più affascinante al ciclo avviato l’estate scorsa. Era questo il momento giusto per spiccare il volo – scrive il Corriere dello Sport –  mettere in cassa trenta milioni, acquistare entusiasmo e conservare quel bonus di credito con la piazza faticosamente costruito sino a giugno. Ieri erano polemiche. Polemiche feroci. C’è chi se l’è presa con Pioli. Tanti tifosi, forse la maggior parte, con la dirigenza. Sono stati acquistati dei giovani di grandi prospettive, diventeranno bravi, non erano pronti subito per l’uso. Milinkovic è persino arrivato a Shanghai il 6 agosto, 48 ore prima della finale di Supercoppa. Kishna appena in tempo per salire sull’aereo della Lazio diretto in Cina. Pochissimo tempo a disposizione per inserirli e permettergli di ambientarsi, capire un nuovo calcio, conoscere la squadra e i suoi movimenti sul campo. Lotito si trova a Cortina ed è rimasto in silenzio come era prevedibile. Così ha scelto da mesi. I tifosi gli contestano la campagna acquisti: gli infortuni di Klose e Djordjevic hanno riproposto i soliti dubbi sull’attacco, in difesa forse sarebbero serviti un altro terzino sinistro e un difensore centrale.

STORICO. Il punto è un altro. Quest’anno la Lazio ci è andata vicinissima e forse l’eliminazione, dal punto di vista ambientale, pesa soprattutto alla luce dei precedenti. Il Bayer Leverkusen è fortissimo ed era di categoria superiore. Le attese a Roma si erano moltiplicate, perché Lotito in undici anni è arrivato solo una volta in Champions. E in tante, troppe occasioni, si è fermato a un passo dal traguardo. Buoni risultati, capacità di fare calcio guardando al bilancio e senza spendere gli stessi soldi di altri club, una difficoltà storica a compiere il salto di qualità. Quando costruirà la Lazio da Champions? Ecco la domanda principale dei tifosi. Il calcio italiano ha quasi sempre fallito l’ingresso in Champions ad agosto. L’estate scorsa il Napoli ci aveva rimesso le penne con il Bilbao. Pesa, nelle valutazioni del popolo biancoceleste, lo “storico”. Troppe occasioni mancate, persino nel 2007, quando Rossi centrò la qualificazione a Bucarest. Quella notte, superato l’ostacolo, si ipotizzò l’acquisto in saldo di Adriano. Lotito, invece, chiuse con Artipoli (difensore del Prato) e poi, per provare a rimediare dopo i mancati acquisti degli argentini Silvestre e Battaglia nel solito ultimo giorno di trattative, consegnò a Rossi lo svincolato Vignaroli, diventato nel tempo l’icona delle proteste nei suoi confronti. Nel 2009, dopo la Coppa Italia, Lotito investì tutti i suoi soldi sul riscatto di Zarate (20 milioni) e di Matuzalem (5), completando il mercato con la scommessa su Cruz, svincolato dall’Inter, e l’idea Eliseu, bocciato da Ballardini per motivi tattici. L’estate si complicò per l’estromissione dalla rosa di Pandev e Ledesma. Critiche roventi, accese da Reja, nell’inverno 2012 con la Lazio in corsa per la Champions. Le cessioni di Cissè e Sculli, l’acquisto di Alfaro con Edy a reclamare un attaccante. L’ultima delusione nel 2013 con Petkovic secondo a tre punti dalla Juve di Conte: rinforzo di gennaio, Pereirinha. Dopo il terzo posto, Lotito ha investito quei 16-17 milioni ricavati dai premi per il preliminare, la Coppa Italia e la Supercoppa su Milinkovic e Kishna più il riscatto di Mauricio, Hoedt, Morrison e Patric a costo zero. Non è vero che non ha speso, semmai si può obiettare che abbia pensato al futuro (soprattutto nel caso di Milinkovic, acquisto da 10 milioni) e il futuro era adesso con due partite, difficilissime, in calendario il 18 e il 26 agosto.

Cittaceleste.it
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