FATTORE K – Devastante l’ingresso di Keita. 50 volte Klose: nozze d’oro con la Lazio al terzo posto (e il Napoli a -8)

FATTORE K – Devastante l’ingresso di Keita. 50 volte Klose: nozze d’oro con la Lazio al terzo posto (e il Napoli a -8)

di ALBERTO ABBATE ROMA – Fuma El Pipe ed esce un’altra Miro-viglia: la nona in questo campionato, la quinta al Cagliari. Segna sempre lui contro i colori rossoblù, solo al Bologna Klose aveva rifilato un’altra cinquina. Non solo, il numero torna aggiungendo uno zero: sono 50 reti totali con la…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Fuma El Pipe ed esce un’altra Miro-viglia: la nona in questo campionato, la quinta al Cagliari. Segna sempre lui contro i colori rossoblù, solo al Bologna Klose aveva rifilato un’altra cinquina. Non solo, il numero torna aggiungendo uno zero: sono 50 reti totali con la maglia biancoceleste. Nozze d’oro, Miro, prosit alla Champions. In estate si può e si deve festeggiare così il terzo (magari il secondo) posto: “Ancora insieme, finché l’età non ci separi”. A 37 anni (a giugno), statene certi, questo panzer sarà ancora in subbuglio, pimpante come un ragazzino. Dodicesimo centro (3 in Coppa Italia) in questa stagione. E pensare che, nella prima metà, Klose sembrava finito. Nel sabato di Pasqua non c’è nessuna resurrezione, ma solo la conferma di una forma straordinaria. Ora il tedesco è appena tre centri in campionato dalla sua prima annata in Serie A.

FELIPE E MARCHETTI – Palla a Klose e s’abbracciamo con Felipe. Ancora lui, il brasiliano, decisivo come sempre. Appannato a tratti, Pioli gli cambia di continuo posizione per attivarlo. E al 31′ ecco un lampo di Andershow: Felipe s’accende, lascia sul posto tre avversari, elude l’ultimo disperato recupero cagliaritano e mette un rasoterra fortissimo al centro. Aggancia Mauri (colpevole al 10′ su un colpo di testa centrale, che esalta Brkic), e scarica per il tapin facile di Miro. Poi è solo Fede d’Italia: miracoloso Marchetti (aiutato dal palo) su una punizione di Mpoku, poi coraggioso e fenomenale in uscita prima su Farias e al 77′ sempre su Mpoku.

QUALCHE GUAIO – C’è un qualcosa di mistico in porta, che non benedice però Mauricio: prima il giallo (che gli farà saltare la sfida dell’Olimpico con l’Empoli), poi la deviazione sul tiro di Sau al 50′. Nulla può Marchetti: è il solito quarto d’ora d’ordinaria follia della Lazio, che distrugge l’imbattibilità del portiere dopo 474′ (dal gol di Dybala al 26′ col Palermo) e la retroguardia con l’ammonizione, che toglierà anche Basta – domenica prossima – al quartetto titolare. La difesa è in difficoltà, Pioli corre ai ripari, togliendo uno scialbo Candreva e capitan Mauri (anche in vista della semifinale di Coppa Italia) per tornare al 4-3-3.

KEITA E TERZO POSTO – Devastante l’ingresso di Keita: l’arbitro Rocchi gli toglie il primo gol “fantasma” stagionale in A, ma non importa. Il Balde giovane addirittura si massacra per difendere, si conquista due rigori e fa espellere l’ex Diakité. Biglia trasforma solo il primo penalty, il secondo lo calcia alle stelle. Ma basta un bacio del Principito e la rasoiata finale di Parolo, come nelle favole a lieto fine, dopo tanta sofferenza. La Lazio non ha mai perso d’altronde nelle 20 gare in cui è passata in vantaggio (17 vittorie e 3 pari). Ecco il settebello di vittorie di fila ( Pioli a un successo da Delio Rossi). E ora il Napoli (rivale più accreditata per la Champions) resta dietro addirittura 8 punti.

Cittaceleste.it

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