FATTORE K – Klose dell’Atalanta e Mauri fa 300. Ma questa non è Sparta…Praga!

FATTORE K – Klose dell’Atalanta e Mauri fa 300. Ma questa non è Sparta…Praga!

Decisivo, come al solito, l’ingresso del devastante Keita, già atterrato prima della rete del vantaggio. Quindi l’assist delizioso per Mauri. Bisogna solo augurarsi che il Balde giovane mantenga questa vivacità per giovedì…

ROMA – Questa non è Sparta, lui non c’era nella “guerra” a Praga. Fa 300 all’Olimpico, Mauri. Giusto così, in casa l’ex capitano festeggia il traguardo di presenze biancocelesti (ottavo posto) con l’aquila sul petto. Sarebbe stato meglio farlo con un gol, ma il primo in campionato di Klose (sul finale arriverà la doppietta) contro l’Atalanta è praticamente suo: dribbling su Sportiello, sarebbe rigore se il panzer non scaricasse a porta vuota. Poco importa per chi c’ha sempre messo comunque una firma e la faccia in tutte le stagioni con la Lazio. Anche in questa, nel 5-2 rifilato al Verona, c’è Mauri nel tabellino. Coi suoi 47 centri rimane il secondo centrocampista più prolifico della storia biancoceleste, solo Nedved ha fatto meglio (51). Chissà che da qui a giugno poi non trovi il modo per superarlo.

LA SVOLTA – Intanto gloria per Klose. Aveva centrato la porta solo in Europa League quest’anno, non segnava in campionato da 9 mesi e 13 giorni, 17 partite senza reti, esattamente dall’ultima di fine maggio al San Paolo di Napoli. Decisivo, come al solito, l’ingresso del devastante Keita, imprendibile per i difensori orobici già prima della rete del vantaggio. Quindi l’assist delizioso per Mauri. Bisogna solo augurarsi che il Balde giovane mantenga questa vivacità per giovedì. Intanto Klose è vivo e lo dimostra sul finale anche col tapin sul cioccolatino di Felipe.

ZERO GOL – Reja-vù? Quasi. Stavolta la Lazio non subisce gol nel primo quarto d’ora, ma al 16’ palo incredibile dell’Atalanta con D’Alessandro: parte tutto dal solito grave errore di Mauricio in impostazione, che però salva un gol al 36’. Prima ci pensa Marchetti su Gomez. La Lazio non scende di nuovo in campo nel primo tempo, poco importa che – nel turnover di Pioli – ci sia praticamente un’intera squadra di riserva in cerca di riscatto: Felipe è svogliato e intermittente, dopo oltre tre mesi d’assenza Kishna è quasi trasparente. Patric e Braafheid, alla prima da titolare, non spingono mai sulle fasce. Ah c’è Onazi con Cataldi, chi? Ancora una volta decisivo il secondo tempo, ma questo non era quello della guerra. Questa non è Sparta…Praga.

Cittaceleste.it

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