Favola Crecco: sfiderà la Juve

Favola Crecco: sfiderà la Juve

ROMA – Razza precoce, è cresciuto sotto età. Razza romana laziale, è un figlio di Formello, il nuovo vanto si spera. Comunque andrà sarà un sogno, il suo sogno. E’ nato con la Lazio nel cuore e la Juve nel destino. Era il 15 aprile 2013 e Luca Crecco si…

ROMA – Razza precoce, è cresciuto sotto età. Razza romana laziale, è un figlio di Formello, il nuovo vanto si spera. Comunque andrà sarà un sogno, il suo sogno. E’ nato con la Lazio nel cuore e la Juve nel destino. Era il 15 aprile 2013 e Luca Crecco si alzò dalla panchina, fu chiamato da Petkovic per entrare in campo. Prese il posto di Ledesma, era il 67’, giocò 24 minuti coi grandi tra i grandi. Si piazzò sulla fascia sinistra, si esibì con grande personalità, un altro se la sarebbe fatta sotto. La vita fa i giri e Crecco ritroverà la Juve sabato sera. Reja sta pensando a lui, vuole farlo giocare titolare. Il ragazzino ha compiuto 18 anni a settembre, fila sulla fascia, ha muscoli, ha grinta. Il buco a sinistra è una voragine, la doppia assenza di Radu e Lulic e le condizioni precarie di Konko e Gonzalez mettono Edy con le spalle al muro. Serve un’intuizione, un guizzo e la candidatura di Crecco può far comodo. Il furlan ieri ha provato il 3-4-2-1: Biava, Dias e Ciani in difesa, Cavanda e Crecco sugli esterni, Biglia e Ledesma dighe centrali. In avanti agivano Hernanes e Candreva, la punta era Perea. Klose è rimasto in palestra, oggi tornerà in campo, non è in dubbio. Konko ha partecipato alla partitella, ma è stato schierato da terzino destro nella seconda Lazio (4-2-3-1), Vinicius occupava il ruolo di terzino sinistro. Onazi e Mauri gravitavano a centrocampo, Pereirinha, Felipe Anderson e Lulic scortavano Floccari. Gonzalez ha svolto lavoro differenziato.

 

LA STORIA – Piccole aquile crescono. Luca Crecco era un centrale di centrocampo, negli ultimi anni è diventato un cavallo sulla corsia sinistra: studia da terzino, gradisce il ruolo di esterno, gli piace galoppare. Il suo sviluppo è sotto gli occhi di Reja, la sua crescita è stata gestita da Bollini. E’ lui il tecnico che l’ha svezzato, istruito, costruito e lanciato, fa parte della covata creata dal tecnico di Poggio Rusco. Era un Allievo, Luca Crecco. Bollini, a sorpresa, lo fece debuttare nella semifinale Primavera del giugno 2012, si giocava contro la Roma. I debutti di Crecco non sono mai stati semplici, li ha saputi affrontare. Bollini ha l’occhio lungo, segue tutto e tutti, vide in lui caratteristiche speciali e lo volle in squadra. Crecco vinse il derby insieme ai compagni e volò in finale, ma lo scudetto andò all’Inter. Un anno dopo, nel giugno scorso, dovette saltare la finalissima contro l’Atalanta a causa della mononucleosi. E’ un bel jolly, Luca Crecco: «Mi trovo bene da esterno e da terzino, penso che il mio futuro sia in questi ruoli» , disse in estate durante il ritiro di Auronzo di Cadore. Fu uno dei giovani promossi in prima squadra (Lotito l’ha blindato sino al 2017), uno dei più bravi, divideva lo spazio con Vinicius, “battagliava” per il posto col brasiliano. Crecco si distinse, non si fece scavalcare, diede maggiori risposte in amichevole. Il vantaggio su Vinicius l’ha mantenuto in questi mesi. Crecco è cresciuto frequentando la scuola della Lazio, la scuola di Bollini. E’ addestrato tecnicamente e tatticamente, è più pronto, ha più confidenza con la fase difensiva (la lacuna che il brasiliano sta cercando di colmare). E’ più terzino (all’occorrenza) e sa farsi valere da esterno di centrocampo.

 

LA SFIDA – Crecco e la Juve, che storia. In quella notte, in quel 15 aprile 2013, il piccolo Luca sfidò i campioni d’Italia e si presentò davanti ai microfoni: «Sono contento dei complimenti di Petkovic, è stata una grande emozione. Sono felicissimo e spero di continuare a giocare in Serie A a lungo. Esordire contro la Juventus è stato fantastico, Ciani mi è stato vicino nei primi minuti, mi ha detto di stare largo e di attaccare la fascia. Anche Klose, Ledesma e tutti gli altri mi hanno dato consigli oltre a farmi i complimenti negli spogliatoi », raccontò senza imbarazzo. Petkovic, quel giorno, gli disse “sei forte, fatti valere”. Vlado lo portò in panchina il 26 maggio, Luca Crecco c’era in Roma-Lazio. Aveva solo 17 anni quando sfidò la Juve ed entrò nella storia laziale. Lo ispira Radu, gli appuntamenti glieli ha fissati il destino, capita solo ai talenti eletti. (Corriere dello Sport)
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