FAVOLA DE VRIJ-KEITA, MA NON C’E’ LIETO FINE

FAVOLA DE VRIJ-KEITA, MA NON C’E’ LIETO FINE

Si sentono solo le grida dei mille tifosi sbarcati sotto l’Arena per amore…

 

VERONA – Una promessa solenne come un giuramento: «Segnerò al Chievo». Incredibile premonizione. Eccolo il primo gol in Serie A di de Vrij, dopo tre anni. Ma sopratutto dopo una stagione passata ai box. Al Bentegodi Stefan c’aveva lasciato un ginocchio ad agosto 2015, a Verona trova una rete di testa che salva la Lazio. Tre minuti dopo il vantaggio gialloblù di Gamberini. Tre minuti dopo l’ingresso immediato di Keita, il figliol prodigo dall’assist divino. Una capocciata dietro l’altra per abbattere il tabù Chievo e cancellare una prestazione da dimenticare. Nemmeno un tiro in porta nel primo tempo, solo i protagonisti attesi della favola si salvano.

SOLITUDINE – E’ un Ciro a zig zag all’inizio. Taglia la difesa, sforbicia la palla, ma deve fare tutto da solo. Immobile si spegne dopo 15’, forse disperato perché mai assistito da Kishna e Felipe Anderson. Parolo al primo time out riprende il brasiliano che non dà mai profondità, ma è il primo a schiacciarsi e farsi sorprendere – insieme a Bastos – sul vantaggio veronese. Marchetti tra l’altro si supera due volte in volo sulle scorribande del Chievo. Una volta ci mette invece una pezza Radu. Biglia sparisce di nuovo a centrocampo, così scompaiono pure le geometrie e il gioco.

SBADIGLI – Inzaghi urla, ma soltanto nel finale raggiunge i timpani biancocelesti. Risvegliati da qualche strillo del solito Keita e da due tiri fuori misura di Parolo e Milinkovic. Finisce in parità una gara piena di sbadigli a Verona. Si sentono solo le grida dei mille tifosi sbarcati sotto l’Arena per amore. Ma questa Lazio non può ancora la loro Giulietta.

Cittaceleste.it

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