Franco Melli: “Quegli uccelli, Hitchcock e i brutti presagi”

Franco Melli: “Quegli uccelli, Hitchcock e i brutti presagi”

Di Franco Melli (Corriere dello Sport) Loris Cana arriva a bordo d’un Ufo, da qualche galassia, proprio quando Mihajlovic pregusta il debutto ok. Stracciate i “de profundis” su Petkovic senza attribuire troppa importanza al lampo miracoloso, dove l’albanese innestato da una sponda benedetta sulla fiondata purchessia di Floccari fa per…

Di Franco Melli (Corriere dello Sport)

Loris Cana arriva a bordo d’un Ufo, da qualche galassia, proprio quando Mihajlovic pregusta il debutto ok. Stracciate i “de profundis” su Petkovic senza attribuire troppa importanza al lampo miracoloso, dove l’albanese innestato da una sponda benedetta sulla fiondata purchessia di Floccari fa per un attimo il centravanti-fenomeno. Forse questo pareggio-lotteria addolcisce un po’ il nostro autunno tenuto sotto scacco dal degrado laziale. Forse darà il coraggio per scegliere una formazione e basta, il modulo affidabile dopo quel susseguirsi di esperimenti che stanno spingendo i biancocelesti verso l’anonimato. Stavolta, come nell’incubo cinematografico di Alfred Hitchcock, sembrano perfino diffondere brutti presagi quegli uccelli radunati sull’erba dello stadio “Ferraris”. Determinano, con buona pace dell’aquila Olimpia, la stessa angoscia rappresentata dal regista londinese mentre annotiamo una serie di dati: non c’è alcuna condizione propizia che consenta fuori casa i tre punti, dopo quell’unico blitz anti-Inter, maggio 2013; la difesa a tre proposta ieri per quasi mezzora, ha portato solo delusioni nei nove esperimenti precedenti; non c’è traccia in campo dell’ultima campagna acquisti, quasi non bastasse la malinconia che fanno Hernanes, Gonzalez ed Ederson in panchina, con Klose quasi sempre assente. Buio fitto. Da Costa inoperoso. Né cambia qualcosa il cartellino rosso rifilato a Krsticic, quando interviene a gamba tesa sulla caviglia di Ledesma. Che anzi la Samp procede addirittura meglio nel 4-4-1 agganciata alle idee di Palombo e al furore agonistico di Obiang e De Silvestri, il migliore degli ex presente al rendezvous degli intrecci sentimentali.
Nuova Lazio dove sei? Troppi convincimenti balenano e poi s’elidono compresa anche la staffetta Keita-Perea, due giovanissimi che passano indifferentemente dagli elogi alle bocciature. Tira aria di castigo, di mortificazione da ricordo soprattutto nel momento in cui lo scatenato Soriano, va a segno approfittando di amnesie difensive che evocano le scene di “Mai dire gol”.

 

La faccia di mastro Vlado è tutta un programma, forse rabbuiata dall’esonero incombente. Cancellato Keita, produce appena quel palo sotto misura del baby colombiano Brayan, in sospetto fuorigioco. Chissà se è un bene o un male l’1-1 salva-Vlado, trovato all’amen della sfida dei colpi di scena, davvero esagerata in parecchi risvolti per poterne ricavare una diagnosi utile a risolvere i problemi che affliggono quelli di Formello. E’ esagerato l’arbitro Daniele Orsato nel momento in cui tronca con l’espulsione l’ottima prestazione di Nenad Krsticic, comunque già ammonito, proprio il centrocampista che l’ex laziale Matuzalem aveva parecchio danneggiato in un derby della Lanterna, senza risultare sanzionato dallo stesso fischietto di Schio. E’ pazzesca la procedura con cui la Sampdoria passa in vantaggio approfittando di un rinvio sbagliato di Konko che rimpalla a beneficio di Soriano a pochi minuti dall’uscita del suo omologo Wszolek, stremato dagli incessanti andirivieni sulla corsia destra. Il nuovo arrivato profitta dell’esitazione di Marchetti per un’incornata-tap in dopo che la palla è rimbalzata sulla traversa, ma probabilmente Pozzi ciondola impunito in offside. Sono rassegnati, virtualmente già sotto le docce Lulic e i suoi compagni, mentre a capo di una sequenza da frustrazione e da rischiatutto la suerte e non Petkovic stravolge i ruoli canonici per sospingere quanto meno la Lazio a quota 17, ottava in graduatoria. Roba da non credere. C’è da trasecolare, controllando un contenzioso pressoché finito sopra tutti gli orologi. Guardate: mancano 9 secondi al gong e atterra il marziano che non t’aspetti per borseggiare l’amico Sinisa. Capita a ogni morte di papa.

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