Gettata la corona di fiori di Lotito in Sinagoga. Lui intanto: “Nessuna sanzione al club”

Gettata la corona di fiori di Lotito in Sinagoga. Lui intanto: “Nessuna sanzione al club”

L’aveva deposta il presidente in segno di scuse. Intanto salgono a 16 gli indagati, ma il numero è destinato a crescere: c’è anche un ragazzino di 13 anni e due di 16 e 17 anni, di cui si occuperà la Procura dei minori. Il rischio del prossimo derby del 18 novembre

ROMA – E’ sparita dall’ingresso della sinagoga di Roma la corona di fiori biancocelesti depositata ieri da Claudio Lotito in segno di scusa per gli adesivi raffiguranti Anna Frank con la maglietta della Roma. A far sparire la corona sono stati alcuni ragazzi della Comunità ebraica: all’inizio avevano pensato di lasciarla sotto casa del presidente, ma lungo il tragitto hanno deciso di buttarla sul greto del Tevere. Anche per il biglietto sgrammaticato («Hai fratelli ebrei») lasciato da un «Claudio» biancoceleste sulla corona del presidente. Il fiorista che ha preparato l’omaggio floreale avrebbe raccontato di aver ricevuto il biglietto da un tassista tifoso di passaggio. Intanto crescono le polemiche per le frasi che lo stesso Lotito avrebbe pronunciato a bordo dell’aereo da Milano a Roma: «Famo ‘sta sceneggiata», probabilmente riferendosi all’incontro con la Comunità ebraica. E poi: «Il rabbino sta a New York. Er vicerabbino ci sarà?». E ancora: «Non valgono un ca…. questi. Hai capito come stamo?».

INTERVISTA

Stamattina, intervistato da Radio Capital sulla vicenda, Lotito ha ribadito: «Il problema è che noi siamo ostaggio di questa gente che va allo stadio solo per fare caos, per fare gli scontri – spiega Lotito -. Bisogna distinguere i tifosi veri da quelli con i coltelli. Tifoso significa appassionato, ma il tifo dev’essere esercitato in modo corretto. A quelli degli insulti antisemiti va dato il Daspo a vita». A proposito dell’eventualità di sanzioni alla squadra romana, ha aggiunto: . «Non bisogna penalizzare la squadre ma punire con sanzioni pesantissime i responsabili», afferma Lotito che poi, commentando l’evidenza storica che in passato gli ultrà della Lazio sono stati spesso protagonisti di episodi di razzismo e antisemitismo, ha rivendicato anche di aver cambiato le cose, anche a rischio della propria incolumità, tanto da vivere sotto scorta per le minacce di morte ricevute da frange ultrà. Ad Agorà il presidente ha dichiarato: «Le curve, al di là dell’aspetto del tifo, rappresentano un regno di malaffare. Ci sono lo spaccio di sostanze stupefacenti, c’è il merchandising falso, le estorsioni, la prostituzione. Questo è il dato vero. Questi fenomeni sono stati combattuti».

INDAGINI

Sale a 16, ma è destinato a crescere, il numero degli ultrà della Lazio finiti nel mirino di Digos, Polizia Scientifica e Commissariato Prati sui vetri divisori degli spalti della curva sud dell’Olimpico. Tre dei supporter individuati sono minorenni: due hanno tra i 16 e i 17 anni (di loro si occuperà la Procura dei minori), scrive IlCorriere.it, poi c’è un ragazzino di 13 che per legge non è imputabile. Al vaglio del procuratore aggiunto Francesco Caporale, che in giornata attende un nuovo rapporto da parte degli investigatori, ci sono al momento le posizioni di 13 soggetti indagati per istigazione all’odio e alla discriminazione razziale contemplata dalla Legge Mancino, in buona parte già con precedenti specifici e quasi tutti legati al gruppo degli Irriducibili. Man mano che procede l’identificazione attraverso la visione dei filmati di domenica sera allo stadio, le persone in questione vengono segnalate all’autorità giudiziaria.

Cittaceleste.it

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