RIVOLTA BIANCOCELESTE – Golpe di Lazio, Lotito spalle al muro

RIVOLTA BIANCOCELESTE – Golpe di Lazio, Lotito spalle al muro

Dalle alpi alle piramidi, un solo grido: «Liberaci»

Di Alberto Abbate

ROMA – Golpe di Lazio. Dalle alpi alle piramidi, un solo grido: «Liberaci». Da Auronzo a piazza Sant’Apostoli, la contestazione esplode al Nord e al centro: «Lotito vattene». Striscioni, bandiere, un’unica passione tradita dall’uomo al comando. I laziali stavolta sono tutti uniti contro l’attuale gestione societaria. Il caso Bielsa ha ferito persino gli ultimi partigiani del presidente, la rivoluzione ora è totale. Cinquemila tifosi oggi a pochi passi dalla dimora del presidente Mattarella: obiettivo parlare alla coscienza della politica. La sofferenza del popolo biancoceleste deve diventare un problema sociale, qualcuno deve intervenire: «Lotito alla Roma avrebbe resistito forse un paio di mesi, non 12 anni», tuona un tifoso. E un altro puntualizza: «Chi l’ha messo alla guida della Lazio, adesso deve toglierlo». Dita puntate contro l’ex presidente della Regione Storace, che c’aveva persino fatto l’ultima campagna elettorale nella corsa al Campidoglio. La manifestazione di oggi si sarebbe dovuta tenere proprio lì, dove ora siede il sindaco Virginia Raggi. Invece, non concessa l’autorizzazione, ecco l’invasione biancoceleste a via 4 novembre. Solidarietà anche sotto le Tre Cime di Lavaredo, dove i 100 a seguito della squadra in ritiro, alle 18 sincronizzavano gli orologi e la protesta con Roma. Già dalla mattina al campo Zandegiacomo era comparso il quarto striscione in quattro giorni: «Ecco come ci hai incatenato. 27% da credito vantato, 15% da condannato». Prescritto in realtà Lotito, per il reato d’aggiotaggio manipolato.

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RIVOLUZIONE – Egalitè, libertè, fraternitè. Duecentoventisette anni dopo, c’è un 14 luglio pure a Roma: dalla presa della Bastiglia a quella del Quirinale. Dalla Curva in strada, tutta la Nord, ma non solo: bambini, famiglie, comunicatori, giornalisti. Una volta i laziali scendevano in piazza per trattenere il simbolo Signori, adesso per cacciare il presidente Lotito. Fomentati ancora di più dalle sue dichiarazioni del giorno prima, ora sono addirittura schierati dalla parte di Pallotta: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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