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«Ho preso l’iPhone di Reja», tassista a processo

«Ho preso l’iPhone di Reja», tassista a processo

Sarà stato spinto dalla sua folle passione per Totti&Co., magari solo tentato dal desiderio di fare un bel regalo alla moglie, perché un tassista, romano e romanista, una volta che si è ritrovato tra le mani l’iPhone di mister Edy Reja – proprio all’indomani del derby che a febbraio finì…

di redazionecittaceleste

Sarà stato spinto dalla sua folle passione per Totti&Co., magari solo tentato dal desiderio di fare un bel regalo alla moglie, perché un tassista, romano e romanista, una volta che si è ritrovato tra le mani l’iPhone di mister Edy Reja – proprio all’indomani del derby che a febbraio finì zero a zero frenando la corsa dei giallorossi – non ha fatto nulla per restituirlo. Anzi se l’è portato direttamente a casa consegnandolo alla compagna. L’impresa, purtroppo per lui, non è andata liscia. Il telefonino è stato intercettato dalla polizia giudiziaria della procura di Roma, rintracciato e alla fine pure recuperato. E ora che Reja ha riavuto il cellulare, il tassista, S. F., 40 anni, per quella “furbata” si ritroverà con una citazione diretta in giudizio per il reato di appropriazione di cosa smarrita.

LA SPARIZIONE  – Reja infatti quel telefonino, da cui non si separava mai, con 600 numeri in memoria, ricordava di averlo perso il 10 febbraio durante una passeggiata con la moglie in centro. Le ultime telefonate, guarda caso, le aveva ricevute proprio sul taxi. Il 13 febbraio, persa ormai ogni speranza di ritrovarlo, ha formalizzato la denuncia di smarrimento. Il caso è stato risolto in pochi giorni dagli uomini del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani. E si è scoperto, attraverso i controlli delle centrali satellitari, che lo smartphone, in quei giorni, era stato utilizzato da una donna che, una volta interrogata, ha sostenuto in tutta tranquillità di averlo ricevuto in regalo dal compagno, un tassista.

 

 

UNA DIMENTICANZA – «Sono sceso da un taxi e dopo due minuti mi sono accorto di aver lasciato il cellulare sul sedile posteriore», aveva spiegato mr Reja dopo il fatto. «Allora ho chiamato subito a ripetizione, ma non mi ha risposto nessuno. Così ho provato almeno altre tre quattro ore, continuando a telefonare senza ricevere alcun riscontro. Alla fine, in serata, ho deciso di bloccare la scheda. Probabilmente chi se ne era appropriato, non sapeva che il mio iPhone era registrato. E io avevo lasciato tutti i dati alla questura per ritrovarlo», ci aveva riso su. Comunque al tassista non è andata troppo male. Se Reja avesse redatto una denuncia più dettagliata, ipotizzando il furto, per l’indagato sarebbe potuta scattare la ricettazione. Soddisfatto l’allenatore biancazzurro: nell’i-Phone custodiva una parte della sua carriera, gli attestati di stima, persino qualche “trattativa” segreta. «Quel tassista era un tifoso romanista convinto, mi ha parlato anche della Roma, ma non avevo mica prove che lo avesse trovato lui il telefonino», ha detto al suo entourage, dopo aver riavuto il telefono smarrito. (Corriere dello Sport)

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