I tifosi ancora contro Lotito «Le parole non bastano, servono i fatti»

I tifosi ancora contro Lotito «Le parole non bastano, servono i fatti»

Cento passi, ne servono cento. Ne ha fatto mezzo, Lotito, e non è certo felpato. Lancia segnali di pace a meno di un mese dalle accuse di spaccio e prostituzione in Curva, guarda caso nel giorno dell’inaugurazione dell’Academy. A voler pensar bene, è comunque difficile fidarsi: «È solo fuffa e…

Cento passi, ne servono cento. Ne ha fatto mezzo, Lotito, e non è certo felpato. Lancia segnali di pace a meno di un mese dalle accuse di spaccio e prostituzione in Curva, guarda caso nel giorno dell’inaugurazione dell’Academy. A voler pensar bene, è comunque difficile fidarsi: «È solo fuffa e propaganda, gli sta facendo male lo stadio vuoto. Alle parole devono seguire i fatti, gli acquisti – gridano tanti laziali in coro fra radio e forum – altrimenti il presidente dimostrerà ancora una volta la sua falsità. Trovi uno sponsor, non ceda Candreva e ci faccia vedere i migliori giocatori in campo la domenica». La fulminazione sulla via di Formello, con toni alla Papa Giovanni, non può mica procurargli la beatificazione, senza una sola parola di autocritica. Non ce n’è traccia: «Farò tesoro delle critiche costruttive», è la promessa più consistente.

 

IL DISSENSO CONTINUA
Sputata la pillola, il giorno dopo, respinto l’appello di Lotito. Da chi denuncia un furto di sogni e una Lazio sempre più debole. I tifosi non rispondono a comando a un presidente che se n’è spesso infischiato della piazza e ne ha fatto un vanto. I figlioli biancocelesti non sono prodighi di consenso. Per ricomporre questa frattura, quasi insanabile, non basteranno quattro battute, senza fondamenta e sostanza. Intitolare l’Academy a Lovati è la prima “mano tesa” di Lotito alla storia biancoceleste, ma ha contorni ipocriti: «Bob fu mandato via da lui dopo più di cinquant’anni», ricordano D’Amico e Felice Pulici ai compagni Wilson e Oddi, ospiti dell’evento.

VANTO ACADEMY
Non produce unione, la nuova “fabbrica del talento”. Un vanto a Formello: «Formeremo i nostri futuri campioni attraverso strutture di primo livello (da superare i vincoli per la costruzione a fine 2015, ndr). L’Academy sarà diretta non a caso da un olandese (Joop Lensen, ndc) – spiegava ancora ieri Tare – e ai giocatori non sarà insegnata solo la tecnica. Forgeremo il loro carattere. Ajax e Barcellona sono esempi da seguire, ma noi daremo l’imprinting Lazio». Da interpretare il progetto di un assetto tattico unico sino alla prima squadra. Deciderà l’allenatore di turno o sarà quest’ultimo a piegarsi alla nuova identità decisa dalle giovanili?

L’ULTIMO CONFRONTO
Chissà cosa ne pensa Reja, assente “giustificato” lunedì. Dovrà parlarne col diesse: «Nei prossimi giorni ci vedremo col mister per confrontarci sulle rispettive idee, valutarle e poi prendere una decisione sulla permanenza». Restano i segnali d’intesa con Lotito, confermati da un incontro notturno di un’oretta mercoledì notte, ma anche da diversi contatti telefonici. Manca ancora il confronto con Tare. Sarà decisivo. Vuole garanzie Reja, non ci sta a prendersi i fischi ad Auronzo per “errori” di altri. Di solito Lotito non unisce, divide. Stavolta sarà l’unico collante. (IlMessaggero.it)

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