Il 19 settembre il centro di Roma devastato dagli ultras del Legia

Il 19 settembre il centro di Roma devastato dagli ultras del Legia

ROMA – Non ha usato mezzi termini il ministro degli Interni polacco, Barlomiej Sinkiewicz, per descrivere la situazione (vergognosa) dei ventidue tifosi della Lazio ancora in carcere a Varsavia: «Comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ma la verità è che una parte di loro si…

ROMA – Non ha usato mezzi termini il ministro degli Interni polacco, Barlomiej Sinkiewicz, per descrivere la situazione (vergognosa) dei ventidue tifosi della Lazio ancora in carcere a Varsavia: «Comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ma la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli banditi». Forse il ministro ha la memoria corta, già ha dimenticato quanto successo a Roma il 19 settembre scorso. Era un giovedì, la sera in programma la sfida d’Europa League tra Lazio e Legia Varsavia. Nella Capitale attesi cinquemila agguerriti tifosi polacchi, il centro cittadino completamente blindato. E non a torto, la tifoseria della squadra non è certo tra la più tranquille; a Ferragosto poi l’Uefa decise di punirla per alcuni episodi di razzismo durante l’incontro dei preliminari di Champions League contro i gallesi del The New Saints, chiudendo per un turno la curva dello stadio Wojska Polskiego. Forze dell’ordine sull’attenti, camionette blindate ed elicotteri nel cielo di Roma: non pochi guai e danni hanno creato gli scalmanati tifosi del Legia Varsavia nelle loro vacanze romane. Il giorno prima della partita un centinaio di sostenitori aveva arrestato col freno di emergenza un convoglio della metro B alla stazione Cristoforo Colombo. Poi il giorno successivo l’idea di assaltare il centro della Capitale: hanno provato a forzare i cancelli che regolano l’entrata visitatori all’Altare della Patria a Piazza Venezia, poi hanno cercato di entrare senza pagare al Colosseo e al Palatino. Traffico bloccato, ma soprattutto l’attacco al cuore di Roma, ai suoi monumenti e alla sua storia. Ma non solo, le forze dell’ordine hanno poi scortato i tifosi polacchi fino allo stadio Olimpico, loro hanno continuato con i disordini: ancora scontri tra i sostenitori del Legia e la polizia italiana, stavolta all’ingresso della Curva Sud, un poliziotto in ospedale il bilancio.

Saranno tredici alla fine i fermati: cinque all’Aeroporto di Fiumicino (si erano impossessati di alcuni altoparlanti del velivolo), altri otto per possesso di oggetti atti ad offendere. Città devastata, scontri con le forze dell’ordine, feriti. Tredici fermati.
A Varsavia nulla di tutto questo è accaduto, e allora perché 153 tifosi laziali e cittadini italiani sono stati arrestati? (Il Tempo)

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