Il caso: la Lazio può ancora permettersi questo Profeta?

Il caso: la Lazio può ancora permettersi questo Profeta?

ROMA – Un Profeta espatriato in un mondo sospeso. Talmente abulico da sparire alla fine del primo tempo di San Siro. Voglia o non voglia Lotito, Hernanes è sempre più un caso. Neanche i parastinchi nuovi proteggono il brasiliano da un momento anonimo. Da due settimane ormai il Profeta non…

ROMA – Un Profeta espatriato in un mondo sospeso. Talmente abulico da sparire alla fine del primo tempo di San Siro. Voglia o non voglia Lotito, Hernanes è sempre più un caso. Neanche i parastinchi nuovi proteggono il brasiliano da un momento anonimo. Da due settimane ormai il Profeta non fa altro che incassare critiche e rimproveri. Quelle dei tifosi, per esempio, post-Bergamo: “Così perdi anche il Brasile, non hai grinta e non puoi giocare là dietro”, l’accoglienza di una manciata di sostenitori subito dopo la sconfitta con l’Atalanta. aggrappati al finestrino della sua auto. Quel giorno Hernanes faceva avanti e indietro con la testa, barcollava, strizzava gli occhi, si mordeva le labbra. E bisbigliava immerso in un tic: “Non è vero che penso solo al mondiale, quello è il mio ruolo. Non faccio più gol? Non arrivo a tirare”. Ieri sera la porta sembrava dall’altra parte del mondo.

 

 

LA CRISI DI HERNANES – Perso nei retroscena dell’estate, Hernanes, nascosto nel buio della notte della Coppa Italia. Confuso da quell’interrogatorio di Lotito: “E adesso resti?”. Risposta: “Sì, fino al 2015”. Così il 27 maggio il presidente riprendeva in bocca chiodi e martello: “C’ha il contratto, dipende da me. Farà la fine di Diakité”. Un conato di rabbia, rigurgitato anche lo scorso venerdì a Formello, dopo il pari di Nicosia: “Qualcuno pensa di andar via a gennaio, io lo faccio morire qui dentro”, gridava Lotito con lo sguardo fisso sul Profeta. Quindi i 90′ in panchina contro il Cagliari, quasi una lezione, gli occhioni d’Hernanes gelati nonostante il riscaldamento vano di un tempo intero. Ieri doveva e poteva essere la sua gara del riscatto, in quel San Siro dove – grazie a un suo rigore con l’Inter – giace l’ultima vittoria biancoceleste del 2013. Purtroppo soccombe pure la potenziale resurrezione del brasiliano: “L’ho sostituito perché l’ho visto un po’ giù, ma ha pagato per tutta la Lazio”, giura Petkovic.

RIFIUTATI 18 MILIONI DAL PSG – La parabola del Profeta. Sognava Champions e Scudetto, lo aveva urlato dopo aver alzato la Coppa Italia. Cos’è successo alle sue ambizioni? Sono state soppresse da Lotito, a Formello quest’estate sono arrivate le offerte, lui lo ha scoperto. Diciotto milioni del Psg (nel blitz italiano, svelato da Cittaceleste, per Cavani) non bastavano a convincere Lotito. In fondo, la Lazio non lo aveva messo in vendita, ma tramite menestrelli di corte aveva già fatto sapere che non avrebbe accettato proposte inferiori ai 30 milioni. Figuriamoci poco più della metà. Lecito, per carità, ma ora che succederà? “Non vendo nessun big a gennaio”, continua a ripetere imperterrito Lotito. Eppure se l’appuntamento di novembre-dicembre con l’agente Joseph Lee non dovesse fruttare il prolungamento, il presidente come potrebbe non assaggiare ogni proposta sul tavolo? Arsenal, Tottenham e Bayern potrebbero scatenare un’asta già a gennaio. L’Atletico Madrid è la squadra che più fa sul serio, ma difficilmente si spingerà oltre i 20 milioni. L’intenzione è pareggiare l’offerta estiva parigina di 18. La Lazio può davvero permettersi ancora di rifiutarla? Chiedete a Babbo Natale…

Cittaceleste.it

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