Il consiglio del CorSport: “Mauri e Rocchi gli esempi per un ciclo lungo”.

Il consiglio del CorSport: “Mauri e Rocchi gli esempi per un ciclo lungo”.

Il lancio dell’Academy accompagna una speranza per il futuro della Lazio, garantito dai talenti cresciuti nella Primavera di Bollini e oggi di Inzaghi. Nel giro di un paio di anni Lotito e il ds Tare si augurano di veder diventare titolari in prima squadra almeno un paio di ragazzi tra…

Il lancio dell’Academy accompagna una speranza per il futuro della Lazio, garantito dai talenti cresciuti nella Primavera di Bollini e oggi di Inzaghi. Nel giro di un paio di anni Lotito e il ds Tare si augurano di veder diventare titolari in prima squadra almeno un paio di ragazzi tra Crecco, Cataldi, Lombardi, Rozzi, Filippini, Pollace. Sarebbe il modo migliore per dare continuità di risultati e di tenuta a un impianto collaudato. Qual è stato l’esempio recente più importante, a livello di club, nel calcio italiano? La risposta è semplice, il Milan di Sacchi e Capello, scudetti e Coppe in bacheca, tantissimi campioni, è vero, ma la linea difensiva non è mai cambiata e si recitava a memoria: Tassotti, Costacurta (o Filippo Galli), Baresi e Maldini. Tutti italiani. Ora Lotito e il ds Tare si preparano a lanciare un nuovo ciclo, a completare l’inevitabile ricambio generazionale. E’ previsto il lancio di diversi giovani, continueranno ad arrivare degli stranieri. L’augurio è che sappiano fare la differenza e si leghino alla maglia più di quanto non abbiano fatto i predecessori: da Behrami a Hernanes, passando per Kolarov, in tanti hanno chiesto la cessione per andare a cercare ingaggi più ricchi e prospettive di carriera più affascinanti. E’ normale, non ci si può stupire. Il rischio c’è sempre e vale per qualsiasi club, ne sa qualcosa la Roma, che si è vista scoppiare all’improvviso in casa la grana Benatia. Con gli italiani, in assoluto, ci sono maggiori possibilità di instaurare rapporti di lunga durata. La tesi vale anche per la Lazio, che di solito ha sempre privilegiato gli stranieri. Partiamo dalla difesa. Nei dieci anni di gestione Lotito, gli interpreti principali sono stati due: Siviglia dal 2004 al 2010 e oggi apprezzato tecnico dei Giovanissimi, Biava dal 2010 a oggi, quando comunicherà l’addio. Quanti altri difensori, a parte Andrè Dias, si ricordano? Sta discutendo il rinnovo Stefano Mauri, il capitano. Lotito lo acquistò nel gennaio 2006. Sono passati otto anni. Pochi mesi dopo arrivò Cristian Ledesma, che di fatto si può considerare italiano. E’ stato l’unico, dopo una durissima trattativa, a restare alla Lazio, compiendo una scelta professionale e di cuore. S’è n’è andato dopo otto anni, nel gennaio 2013 e perché non riusciva più a giocare, anche Rocchi. Tommaso, con Mauri e Ledesma, è stato uno dei pilastri di una squadra arrivata nel 2007 in Champions. Possiamo ricordare Brocchi, cinque meravigliosi anni di Lazio dopo una vita passata nel Milan. Ora aspettiamo di veder sbocciare Crecco, Cataldi, Filippini, Lombardi, Rozzi e così via. Più diventeranno bravi, meglio sarà per la Lazio. (Corriere dello Sport)

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