Il futuro della porta: Tare spinge Strakosha, Lotito indeciso

Il futuro della porta: Tare spinge Strakosha, Lotito indeciso

Offerti di nuovo Perin, Neto e Sirigu, il presidente prende tempo e vuole confrontarsi a fine stagione con Peruzzi e Grigioni

ROMA – Sempre più ad alta quota. Ha preso la Scala a San Siro a settembre, Strakosha non scende più. Rimane in volo per la stagione che verrà, guai a farlo cadere dalle nuvole. Tare spinge per la conferma del pupillo albanese fra i pali, Lotito ci pensa e si convince sempre più. Sorrideva domenica in tribuna, il presidente, gioiva per quella doppia parata sulla Samp. Forse persino sottovalutata: se Thomas non avesse compiuto quei due miracoli (su Quagliarella e Torreira) sull’1-0 biancoceleste, forse la partita non avrebbe mai preso quella meravigliosa piega. Adesso riapre i guantoni, Strakosha deve mettere al tappeto le ultime ombre: Perin da Genova, Neto da Torino, Sirigu di ritorno dalla Spagna. Alla porta di Lotito continuano a bussare in tanti, lui prende tempo con i procuratori. Come aveva fatto invano anche a gennaio con Sportiello, finito poi alla Fiorentina. Deciderà tutto a fine stagione – sottolinea ilMessaggero – ma anche stavolta sarà fondamentale il parere di chi ne capisce di più. Del dt Peruzzi, del preparatore Grigioni. Inzaghi la scorsa settimana ha giurato: «Di sicuro Strakosha resterà con noi anche la prossima stagione». Senza tuttavia approfondire la discussione: come primo o secondo? E che fine farà – o ha già fatto – Marchetti in scadenza nel 2018?

CHANCE SFRUTTATA – Il portiere di Bassano è ancora ai box per un brutto infortunio al ginocchio. Federico sperava di rientrare per la finale di Coppa Italia, ma ora è ufficiale: toccherà ancora a Strakosha mercoledì 17 maggio. Nessuna vertigine da finale, ormai Thomas ha un controllo micidiale. E’ diventato grande, è franato e si è rialzato, alla fine davvero potrebbe essere premiato. Doveva farsi le ossa a Salerno la scorsa stagione, invece eccola d’improvviso in biancoceleste la sua consacrazione. Certo talvolta ha sbagliato, l’errore fra i pali è praticamente assicurato. Ma già dal derby di ritorno è evidente la sua maturazione, in fondo nemmeno Donnarumma (paragone baby più ingombrante) a Milano è nato campione. Strakosha ha avuto quest’anno la fortuna di poter giocare e crescere, adesso bisogna solo chiedersi quanto sia pronto ad assumersi tutta la responsabilità di una stagione da grande.

MERCATO – Di certo l’albanese è migliorato anche nei fondamentali. Le uscite erano la sua pecca, adesso non fa più cilecca. Preziosi gli insegnamenti del preparatore Grigioni (stasera la cena per la figlia  Serena con alcuni giocatori), per il resto: «Rubo con gli occhi anche i segreti dai miei colleghi. Buffon è il mio portiere preferito». Lo ha addirittura affrontato con la maglia dell’Albania (prima convocazione) quest’anno, lo ritroverà di fronte fra una settimana esatta senza nessun affanno. Strakosha vuole prendersi la prossima Lazio e anche strappare il numero 1 della Nazionale all’amico Berisha: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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