Il futuro di Candreva: il rischio delle buste è concreto quanto quello del gioco al rialzo

Il futuro di Candreva: il rischio delle buste è concreto quanto quello del gioco al rialzo

Il rischio che la maglia numero 87 della Lazio rimanga pulita non c’è. Antonio Candreva gioca sempre. Ci mancherebbe: anche Reja, che pure nel 2012 non lo lanciò subito tra i titolari, ha imparato a non farne a meno. Tornato a Formello, il tecnico ha trovato un giocatore cresciuto, più…

Il rischio che la maglia numero 87 della Lazio rimanga pulita non c’è. Antonio Candreva gioca sempre. Ci mancherebbe: anche Reja, che pure nel 2012 non lo lanciò subito tra i titolari, ha imparato a non farne a meno. Tornato a Formello, il tecnico ha trovato un giocatore cresciuto, più maturo, indispensabile. I cambi di formazione, semmai, si fanno da altre parti. Mauri, per esempio, dovrebbe tornare titolare: non gioca una partita dal 1’ dal 20 aprile 2013 (a Udine), Reja ne ha sottolineato i progressi. «L’ho visto benissimo — spiega —. Si è liberato di un peso che aveva addosso. Per caratteristiche è quello che mi può dare qualcosa di più in avanti o anche in mezzo al campo». Candreva, invece, il suo posto ce l’ha assicurato. Reja, a Catania, chiede intensità: «Ho bisogno di un ritmo superiore per tutta la partita, perché loro si giocano una fetta importante di salvezza». E chi, allora, meglio di Candreva?

 

 

Numeri super – Intensità, corsa, ma anche qualità: esterno, ma anche rifinitore e centravanti. Oltre a essere l’unico sempre presente in questo campionato (solo a Bergamo entrò nella ripresa), ha anche il record laziale di assist (37, 14 più di Lulic, secondo nella classifica di squadra), assist vincenti (5), tiri (71) e soprattutto gol (7). Con quelli a Udinese, Juventus e Chievo — tre di fila, prima dello 0-0 nel derby — ha raggiunto e superato il record della sua carriera (6), grazie anche alla «qualifica» di rigorista che si è preso lo scorso anno, con il Catania (30 marzo 2013) finito pure tra le vittime della sua serie perfetta.

Presente e futuro – Proprio il Catania è la squadra che Candreva ha affrontato più volte: ben 14, con sette maglie diverse. Prima di farlo con la Lazio, aveva segnato con il Parma: non con l’Udinese, club con cui Lotito dovrà trattare la seconda metà del suo cartellino. Il milione e 700mila euro pagato dalla Lazio a giugno, ora non basta più. Con la comproprietà libera, il rischio delle buste è concreto quanto quello del gioco al rialzo: Candreva in Friuli non vuole tornare, ma dietro l’Udinese potrebbero nascondersi altri club. Se il Mondiale, poi, desse all’esterno di Tor de’ Cenci la stessa visibilità di un anno fa con la Confederations Cup, aumenterebbero le pretendenti e il costo. La società ci penserà, Candreva guarda avanti, come Reja, che in vista dell’Europa League non fa conti: «Vincendo domani (oggi, ndr) aumenterebbero le chance di raggiungere le posizioni che sono alla nostra portata. Prima c’è il Catania, poi valuteremo: chi va in campo deve darmi garanzie». Come dire: largo a chi c’è sempre stato. (Gazzetta dello Sport)

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