IL MINISTRO – De Vrij comanda la difesa della Lazio

IL MINISTRO – De Vrij comanda la difesa della Lazio

Adesso, sì. E’ lui il ministro della difesa laziale. Stefan De Vrij si è guadagnato i gradi un po’ alla volta, studiando, sgobbando, carpendo i segreti del mestiere dai compagni di squadra. Costruendo, insomma, passo dopo passo una evoluzione di giocatore che ora è sotto gli occhi di tutti. In…

Adesso, sì. E’ lui il ministro della difesa laziale. Stefan De Vrij si è guadagnato i gradi un po’ alla volta, studiando, sgobbando, carpendo i segreti del mestiere dai compagni di squadra. Costruendo, insomma, passo dopo passo una evoluzione di giocatore che ora è sotto gli occhi di tutti. In una Lazio cresciuta a vista d’occhio è diventata (quasi) imperforabile pure la difesa che fino a non molto tempo fa è stata invece il tallone d’Achille della formazione di Pioli. E se la difesa si è elevata al livello degli altri reparti il merito è, soprattutto, dell’ascesa di Stefan De Vrij.

MAESTRO PIOLI E’ l’ennesima scommessa vinta da Stefano Pioli. Stefano e Stefan, accomunati non solo da un nome quasi identico, ma ancor di più dall’essere entrambi difensori. Già, perché molti se lo sono dimenticati, ma Pioli – da giocatore – è stato un ottimo difensore. Il suo unico torto è stato quello di far parte di una generazione in cui – in Italia – i difensori abbondavano ed erano tutti di grandissimo livello. Da allenatore Pioli predilige il gioco offensivo, come testimonia la sua Lazio a trazione anteriore. Ma quando c’è da dare qualche consiglio a un difensore Pioli si ricorda molto bene quello che è stato. De Vrij, ragazzo attento e molto intelligente, ha capito che il suo allenatore poteva essere una preziosissima fonte d’ispirazione. E si è regolato di conseguenza. Del resto, era esattamente ciò che voleva quando scelse il campionato italiano anziché altri tornei (ahinoi) più quotati. «Inghilterra? Spagna? No, per un difensore – disse De Vrij – l’Italia è l’ideale per crescere, per questo ho scelto la Lazio».

 

 

 

IL COMPAGNO GIUSTO I fatti gli stanno dando ragione. Perché dopo un inizio stentato, nonostante fosse reduce da un Mondiale vissuto da protagonista, De Vrij ora sta pienamente giustificando l’investimento di 6,5 milioni fatto dal club di Lotito per strapparlo al Feyenoord. Fondamentale per l’orange è stato anche trovare il compagno giusto al momento giusto. Perso subito Gentiletti (con cui poteva nascere un tandem da sogno, ma l’argentino sta per rientrare), Pioli gli ha affiancato prima Ciani e poi Cana, ma con entrambi la scintilla non è scoccata. Da quando invece è arrivato l’ex Sporting Mauricio le cose sono sensibilmente migliorate: «Ho giocato con molti difensori, ma lui è diverso – ha detto ieri Mauricio di De Vrij -. E’ un grande giocatore, un ragazzo intelligente, lavora duramente ogni giorno e ha tutto per diventare il miglior difensore del mondo. Si tratta di un atleta che agisce su entrambi i lati e mi ha aiutato molto. Parlando un po’ di inglese e di italiano siamo in grado di capirci. Sono sicuro che possa crescere ancora».

OLANDESE «DE ROMA» In realtà, con l’italiano De Vrij è messo decisamente bene. Lo parla discretamente grazie alle lezioni prese. E lo ha affinato frequentando (nei limiti del possibile) la città. Con la fidanzata Marloes, con cui vive, ha già visitato i principali (e non sono pochi) siti archeologici della Capitale. Lo fa nei giorni di riposo e quando ha un po’ di tempo libero. Ultimamente, però, si è anche concesso un po’ di relax sulla neve, a Ovindoli, in Abruzzo, a un’ora di macchina da Roma. Una taccata e fuga da «romano» vero. Anche da questi piccoli particolari si capisce perché uno giocatore si è ambientato bene… (Gazzetta dello Sport)

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