IL PERSONAGGIO – Lulic: abnegazione, cuore e spirito di sacrificio!

IL PERSONAGGIO – Lulic: abnegazione, cuore e spirito di sacrificio!

Lulic

di Andrea Colacione

ROMA – Nella serata in cui tutto ha girato per il verso giusto e in cui la Lazio ha trovato una fondamentale vittoria (per la classifica e per tranquillizzare un po’ squadra e tecnico, decisamente sotto pressione), dietro all’eroe del match, Felipe Anderson, si è distinto Senad Lulic, l’eroe del 26 maggio, autore di una prova decisamente generosa. Chiamato a rimpiazzare Stefan Radu che ormai sembra un ex calciatore da tempo, lo ha sostituito nel migliore dei modi, ovviamente con ben altre caratteristiche.

 

LA SITUAZIONE – Il bosniaco, che probabilmente è uno dei più scontenti dello spogliatoio laziale e che in estate avrebbe gradito una cessione che non si è concretizzata soltanto per le consuete esose richieste di Lotito, una volta in campo ha dimenticato tutto, mettendosi a disposizione del tecnico e dei compagni da autentico professionista, reagendo ad un periodo fin qui negativo anche per lui. E’ vero che a volte commette degli errori che sono figli della foga e dell’eccessiva generosità ma di sicuro l’ex giocatore dello Young Boys in campo non risparmia mai il cuore e le gambe. A volte va meglio, altre volte peggio e ieri sera contro il Genoa è filato finalmente tutto per il verso giusto.

 
LA FASCIA – La fascia da capitano lo ha esaltato e la sua notte è stata caratterizzata da diverse sgroppate lungo l’out sinistro e dal decisivo assist per il primo gol di Djordjevic che ha rotto il ghiaccio, sbloccando una squadra fino a quel momento bloccata ed impaurita. Ora il nazionale bosniaco deve trovare quella continuità di rendimento che ha espresso ieri sera nell’arco degli interi novanta minuti perché un jolly come lui per una squadra che ha importanti carenze d’organico, specialmente nel ruolo che ha occupato ieri sera, può e deve risultare assolutamente prezioso. Magari commetterà qualche altro errore ma almeno lui in campo ci mette tutta la benzina che ha in corpo e non ha il motore delle gambe perennemente spento come qualcun altro. E quando si corre tanto come lui, talvolta può venire meno la lucidità ma quantomeno non si comporta da bambolotto di cristallo in mezzo al campo. Ed ora che si è finalmente sbloccato, Lulic deve ripartire, esattamente come la Lazio che Lotito non ha voluto fosse da Champions (come al solito…), ma che non è neppure una squadra da retrocessione.

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