Il pm Di Martino non molla la presa su Mauri

Il pm Di Martino non molla la presa su Mauri

ROMA – Non lascia, raddoppia. Il pm Di Martino non molla affatto la presa su Mauri e rilancia l’inchiesta Last Bet. Chiesta un’altra proroga delle indagini per il centrocampista brianzolo e altri 40 indagati: “E’ in corso una rogatoria in Svizzera che riguarda in particolare la posizione del laziale”, si…

ROMA – Non lascia, raddoppia. Il pm Di Martino non molla affatto la presa su Mauri e rilancia l’inchiesta Last Bet. Chiesta un’altra proroga delle indagini per il centrocampista brianzolo e altri 40 indagati: “E’ in corso una rogatoria in Svizzera che riguarda in particolare la posizione del laziale”, si legge nella richiesta del gip Salvini. Non solo: “Contro Mauri sono emersi ulteriori indizi, rispetto all’originaria richiesta di misura, costituiti da ulteriori collegamenti con indagati di grande spessore recentemente iscritti”. Tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa sportiva: “Sono stati identificati alcuni personaggi che tenevano i contatti tra sodalizio, dirigenti e tecnici di Serie A”. La vera novità è che, a scandalo esploso e in corso, sarebbero addirittura state “manipolate numerose altre partite riferibili anche all’ultimo campionato”. Un fenomeno, insomma, troppo radicato per placarsi in un flash. Bisognerà scavarci ancora a fondo per pulire tutto il marcio: sequestrati oltre 200 computer, tablet e smartphone di 111 calciatori ed ex calciatori indagati, verranno aperti e sbobbinate chat e conversazioni: fissata al prossimo 10 dicembre l’udienza per l’incidente probatorio chiesto al gip Salvini dal procuratore Di Martino. Verranno analizzati tutti gli apparecchi da esperti informatici, affiancati dai consulenti di parte. Scoperchiato il vaso di Pandora.

 

 

ANCORA SIENA – Nuovo zoom su Albinoleffe-Siena (1-0, 29 maggio 2011), Siena-Novara (2-2, 30 aprile 2011) e su quell’ormai famosa riunione tecnica di Antonio Conte, allora allenatore toscano, già giudicate nei tre gradi dalla giustizia sportiva. A luglio è stato interrogato a Cremona, il portiere Coppola, rientrato dalla squalifica sportiva lo scorso 8 dicembre. Avrebbe arricchito l’inchiesta Last Bet. Strano, ma vero, proprio colui che aveva fornito un assist dalla porta a due personaggi di spicco: “Conte e Mezzaroma sono innocenti”. Senza impallidire, nonostante il Superpentito Carobbio lo avesse indicato come teste chiave per affossare il Siena: “Coppola entrò negli spogliatoi sbiancato in volto, rappresentandoci che poco prima era stato avvicinato da una persona vicina al presidente Mezzaroma, che gli aveva chiesto se c’era la possibilità di perdere la partita. Fummo tutti d’accordo, società, squadra e allenatore di lasciare il risultato all’Albinoleffe”. Coppola aveva smentito tutto in Procura Federale: “Non è vero nulla, non ci fu niente”, aveva giurato dopo un’ora d’interrogatorio a via Po, spianando le strade alle difese di Mezzaroma e Conte. Non avrebbe infierito dal punto di vista penale, ma avrebbe coinvolto altri “pesci grossi”.

NUOVO INCIDENTE PROBATORIO – Circa 350 avvisi di convocazione per il prossimo 10 dicembre. Fra gli indagati, oltre Mauri, ci sono appunto ancora Conte, Mezzaroma, ma anche Vieri, Signori e Bettarini. Secondo il pm Di Martino, il nuovo incidente probatorio “potrebbe contenere elementi di grande rilievo per le indagini, in particolare documentanti rapporti tra gli indagati diretti a concludere accordi per la manipolazione delle partite di calcio”. Si cercano conferme e nomi nuovi nelle rubriche telefoniche, ma anche spostamenti di denaro, movimenti bancari. I periti avranno 19 parole chiave per dare un calcio alle scommesse.

E SE SI RIAPRISSERO I PROCESSI? – Non arrivano ancora le motivazioni della sentenza di secondo grado, Mauri non può rivolgersi al Tnas: “Così si allungano i tempi perché il collegio arbitrale non può riunirsi”, dice uno spazientito avvocato Melandri. Che spera in uno “sconto” dello stop a 5-6 mesi per veder tornare in campo a febbraio il suo assistito: “Nel caso di Conte la motivazione della Corte di Giustizia ci ha messo 4 giorni ad arrivare dal momento del dispositivo”. Mauri come il tecnico della Juve, gli esempi sono calzanti perché – il primo solo in parte – già giudicati dalla giustizia sportiva: cosa succederebbe se dovessero materializzarsi nuovi elementi da Cremona? Per carità, è solo un’ipotesi, ma teoricamente (ne bis in idem) Palazzi potrebbe fare ricorso per revocazione del processo sportivo. Riaprire tutto: lo farebbe davvero? Si voleva pulire il calcio in fretta e furia dalle fondamenta, lo aveva urlato in tutte le lingue, il presidente Abete. Qui, se le indagini in corso dovessero sfoderare nuovi colpi di scena, si rischierebbe davvero la figuraccia. Si è voltata pagina, ma il libro-calcio rimane sporco. (IlMessaggero / Alberto Abbate)

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