Il sogno della Lazio da Maestrelli a mister Pioli

Il sogno della Lazio da Maestrelli a mister Pioli

ROMA – La vittoria provoca un’esaltazione positiva, spesso un po’ folle. Però è quella follia che ti permette anche di andare oltre, di raggiungere risultati altrimenti impensabili. Pensavate che la Lazio potesse arrivare in Champions League? Pensavate che la Lazio potesse avere la chance di arrivare seconda, e strappare il…

ROMA – La vittoria provoca un’esaltazione positiva, spesso un po’ folle. Però è quella follia che ti permette anche di andare oltre, di raggiungere risultati altrimenti impensabili. Pensavate che la Lazio potesse arrivare in Champions League? Pensavate che la Lazio potesse avere la chance di arrivare seconda, e strappare il prezioso piazzamento alla Roma? Pensavate che la Lazio potesse contendere la Coppa Italia alla Juventus? No, pochissimi lo pensavano. In compenso adesso si pensa persino un po’ troppo facendo addirittura paragoni con la Lazio di Maestrelli degli anni ’70. In assoluto la Lazio più amata dai laziali.

 

E dunque si fanno paralleli abbastanza sghembi tra Pioli e Maestrelli, oppure tra Chinaglia e Klose, D’Amico e Felipe Anderson, mettiamoci pure Lenzini e Lotito. Nel calcio tutto si può smontare e rimontare come un puzzle, ma probabilmente è impossibile ritrovare una squadra simile a quella di Chinaglia e Maestrelli, fatta di storie al limite e spesso oltre il limite, suddivisa ufficialmente in clan e in spogliatoi separati, con una passione truce per le armi da fuoco. Una squadra geniale ed estrema, fortunatissima in campo quanto tragicamente travolta dalla vita fuori, a cominciare da Re Cecconi ucciso per un tragico scherzo in una gioielleria al Fleming la sera del 18 gennaio 1977. Però ci sta, il calcio è una grande commedia umana perché permette di mettere insieme storie lontane 40 anni. E poi in fin dei conti Pioli a Maestrelli un po’ gli somiglia per davvero. (Repubblica)

Cittaceleste.it

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