Giovani e aria fresca: Inzaghi è l’esempio da seguire per il calcio italiano

Giovani e aria fresca: Inzaghi è l’esempio da seguire per il calcio italiano

Il tecnico biancoceleste rappresenta una nuova generazione di tecnici da cui la Nazionale italiana deve ripartire dopo il fallimento Mondiale contro la Svezia

di Simone Cesarei

ROMA- Non è un mistero che il calcio italiano stia vivendo un momento di svolta. Dopo il fallimento Mondiale, l’intero movimento ha subito un terremoto che ha portato all’esonero di Ventura prima e alle dimissioni dell’ormai ex presidente della FIGC Carlo Tavecchio poi. Decisioni inevitabili, colpevoli ingiustificabili di un disasto epocale. L’Italia fuori dal Mondiale di Russia 2018, con la Svezia di nuovo giustiziera. Ancora non ci si crede. Un’eliminazione che però, paradossalmente, potrebbe far bene al calcio italiano, soffocato dall’immobilismo generazionale in cui l’aveva intrappolato una classe politica incapace di andare verso il necessario rinnovamento. In questo senso la cosa migliore sarebbe affidare la Federazione a giovani in rampa di lancio, che potrebbero rappresentare una ventata di aria fresca in un movimento che ristagna da troppo tempo su se stesso. Stesso ragionamento per quanto riguarda la scelta, ora quantomai importante, del prossimo commissario tecnico. Serve un profilo internazionale, che possa portare esperienza e mentalità vincente, Carlo Ancellotti sarebbe stato il candidato perfetto. Visto il deciso rifiuto dell’ex allenatore di Real Madrid e Bayern Monaco però, e in assenza di veri pezzi da novanta sul mercato, si potrebbe andare verso un profilo giovane, con idee innovative e capacità di gestione del gruppo. Simone Inzaghi, in particolare, è l’esempio da seguire per ricostruire il calcio italiano.

ARIA FRESCA

Milinkovic-Inzaghi

Simone Inzaghi in prima pagina, ormai tutti parlano di lui. La sua Lazio vola sempre più in alto, nonostante gli errori del Var che ne hanno condizionato le ultime partite. E’ una squadra più forte di tutto, capace di giocarsela alla pari con le prime della classe, grazie al suo allenatore. Rapporto umano sincero con ogni giocatore della rosa, capacità di leggere le partite cambiando il sistema di gioco anche a gara in corso e una filosofia orientata verso i giovani: sono questi i segreti di Simone Inzaghi. Il tecnico laziale, nei suoi due anni sulla panchina biancoceleste ha fatto esordire ben otto giocatori prodotto del vivaio biancoceleste: Lombardi, Murgia, Strakosha, Prce, Rossi, Spizzichino, Palombi e, ultimo in ordine di tempo, Miceli. E’ questa la strada da seguire per  il calcio italiano, dare fiducia ai propri settori giovanili. Non scoraggiare i giovani calciatori con una serie infinita di prestiti, ma farli crescere in casa, sotto l’ala protettiva dei più esperti. Strakosha ha studiato da Marchetti, e ora è uno dei portieri più forti del campionato; Murgia sta studiando da Parolo, ed si è già rivelato decisivo in più di un’occasione, chiedere alla Juventus per credere; Palombi si deve ancora adattare alla Serie A, ma sta facendo intravedere quelle qualità che si erano viste l’anno scorso in Serie B, e con un maestro come Immobile non ci sono dubbi che il ragazzo sia destinato a esplodere. Questi sono solo alcuni degli esempi di giocatori che, sentendo la fiducia di società e allenatore, sono riusciti ad esprimersi al meglio, rivelandosi vere e proprie miniere d’oro. Inzaghi però non è l’unico a intraprendere questa politica votata ai giovani e al rinnovamento. Sull’altra sponda del Tevere, Eusebio Di Francesco sta facendo la stessa cosa con ragazzi come El Shaarawy e Pellegrini, dopo aver fatto le fortune del Sassuolo. E’ questa la strada da seguire per il calcio italiano, che dovrebbe prendere esempio dai giovani tecnici in rampa di lancio per dare un po’ di aria fresca ad un movimento che ambisce a tornare ai fasti di un tempo che sembra troppo lontano.

Cittaceleste.it

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