Keita come Cisse o Lea Petkovic. La giovane aquila corre anche sul web…

Keita come Cisse o Lea Petkovic. La giovane aquila corre anche sul web…

ROMA – Cisse mandava tanti a quel paese, non si teneva un tweet e ritwittava, il mouse non lo maneggiava con cura, i suoi cinguettii erano ringhiosi. Zarate e sua moglie non le mandavano a dire a Lotito, alla stampa, ai detrattori, ai cortigiani, a chiunque fosse a tiro di…

ROMA – Cisse mandava tanti a quel paese, non si teneva un tweet e ritwittava, il mouse non lo maneggiava con cura, i suoi cinguettii erano ringhiosi. Zarate e sua moglie non le mandavano a dire a Lotito, alla stampa, ai detrattori, ai cortigiani, a chiunque fosse a tiro di click e se capita riaffondano il dito nella piaga dall’Argentina. Lea, una delle figlie di Vlado Petkovic, si lasciò scappare un innocente «forza ragazzi» dopo la figuraccia di Verona. Un tifoso le rispose: «Addio». Il calcio ai tempi di Twitter non risparmia nessuno. Vlado è andato via e Lea Petkovic non twetta più.

 

 

TEMPI MODERNI – Oggi, in rete, si respira un’altra aria, gli hashtag non sono bellicosi. Keita (keitabalde14) twitta la sua gioia, manda i baci del buongiorno in italiano e in catalano, svela i suoi programmi, racconta le serate trascorse col fratello: «Film time», ha scritto giovedì sera. E ieri mattina ha fornito l’aggiornamento: «Buongiorno a tutti, buon allenamento mattutino oggi! Saluti e baci a tutti! Buenos días a todos, buen entreño matinal hoy! Saludos i besos!». Keita ha una pagina ufficiale su Facebook, è un figlio della nuova generazione, cinguetta e sorride col “gemello” Tounkara, immortala i momenti su Instagram. Mauri è un social player al passo coi tempi, c’è un sito che porta il suo nome, ha i profili su Facebook e su Twitter, scrive messaggi a reti unificate, l’ultimo l’ha postato ieri. Mauri ha 48.600 follower, è tra i più seguiti e ricercati.

 

GLI ALTRI – Sono in tanti on-line, all’appello manca Miro Klose, la sua rete preferita resta quella del campo. E’ modernissimo Lulic, i suoi nick sono targati col “71”, il celebre minuto del gol alla Roma. E’ collegatissimo il brasiliano Felipe Anderson, nella sua pagina sono citati salmi religiosi, preghiere e pensieri rivolti al Signore. La galleria fotografica è aggiornata, contiene immagini di vita e di calcio. Felipe, quando sbarcò a Roma, si tuffò dentro un piatto di carbonara, la foto è ancora visibile, una lo ritrae insieme al Coco Perea e Keita. In rete ci sono anche Ederson e Ciani, Berisha, Perea stesso (non molto assiduo nella scrittura multimediale, ma presente) e Cavanda. Cavanda, proprio lui, qualche tweet o retweet avvelenato non se l’è risparmiato, in francese per gli amanti della precisione: «Branco di buoni a nulla, andate a …., per tutti quelli che vogliono la mia rovina. A buon intenditor…». E’ on line il diesse Tare, nella notte tra il 26 e il 27 maggio 2013 postò una foto con Otto Rehhagel, l’ex tecnico ai tempi del Kaiserslautern, uno dei suoi maestri. L’hashtag era campioni. Lotito? Lui non c’è, preferisce l’ipse dixit di antica memoria.

 

 

IL REGOLAMENTO – Twitter, Facebook, internet, tutti possono accedervi, non ci sono regole rigide nel mondo del calcio, ma alcune esistono e vanno rispettate, sono condivise anche dalla Lega Calcio. La Lazio permette di scrivere e/o postare short messages, messaggi brevi, ma non devono violare le regole del rispetto, della decenza e della fratellanza da spogliatoio. Nel regolamento generale messo a punto dal club da qualche anno, dall’avvento dei social network in poi, è previsto un capitolo riservato alla comunicazione. In passato qualcuno s’è beccato ramanzine, tirate d’orecchie e un po’ di multe. Chi sbaglia tweet, paga. (Corriere dello Sport)

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