Keita, il genio dal piede fatato

Keita, il genio dal piede fatato

Primo gol all’Olimpico con il nuovo scarpino personalizzato e per il suo futuro in nazionale è pronto a scegliere il SenegalROMA – E’ spagnolo di Arbucias, frazione di Girona, vicino a Barcellona. Ha origini e genitori senegalesi. La Lazio lo ha tesserato da extracomunitario, ma Keita Balde Diao aspetta il…

Primo gol all’Olimpico con il nuovo scarpino personalizzato e per il suo futuro in nazionale è pronto a scegliere il Senegal

ROMA – E’ spagnolo di Arbucias, frazione di Girona, vicino a Barcellona. Ha origini e genitori senegalesi. La Lazio lo ha tesserato da extracomunitario, ma Keita Balde Diao aspetta il passaporto spagnolo e nella prossima estate potrà cambiare lo status. Dal punto di vista calcistico, sembra aver eliminato il dubbio. Ha scelto il Senegal, da grande spera di essere convocato nella nazionale africana. Non si metterà nella scia di Fabregas e David Silva. Eto’o, uno dei suoi maestri, è camerunense. Keita, magari nel prossimo inverno, conta di esserci in Coppa d’Africa. Come il suo amico Eddy Onazi, centrocampista della Nigeria, che si è anche qualificata alla fase finale del Mondiale in Brasile.

DOPPIETTA

– Keita è già entrato nel cuore dello stadio Olimpico e continua a migliorare in modo esponenziale. Il ds Tare lo continua a stimolare. Era stato colpito dal suo ritmo di crescita quando lo aveva visto esordire (di fatto) a Bergamo con l’Atalanta. Non sono passati neppure due mesi e Keita sta lottando per diventare titolare. Lulic dovrà svegliarsi se vorrà mantenere il suo posto da titolare. E magari provare a segnare qualche gol in più: con il Napoli s’è ritrovato un bel pallone sul sinistro e avrebbe potuto battere Reina in diagonale. Invece di tirare, si è portato il pallone sul destro e poi ha sprecato l’occasione. Certi errori si pagano, ha sottolineato Petkovic dopo la partita. Keita, appena entrato, ha portato a spasso la difesa del Napoli: da sinistra a destra, danzando con il pallone, è andato a cercare lo spazio, è entrato in area e ha sparato sotto la traversa. Primo gol all’Olimpico con la Lazio, secondo in campionato dopo la prodezza di Parma. Stava per regalare un brivido e l’emozione di una possibile rimonta a tutto lo stadio Olimpico, esploso in una fragorosa delusione (tradotta in fischi) dopo l’errore di Ciani e il quarto gol del Napoli. C’è chi ha pensato: ma perché non è entrato prima Keita? Già, perché? Aveva giocato titolare a Marassi e anche a Varsavia, ci poteva stare uno stop. Ma forse poteva subentrare in anticipo e non a venti minuti dalla fine. 

DEDICA

– Negli spogliatoi Keita ha dedicato il gol ai tifosi «che sono ancora a Varsavia» . Un pensiero apprezzato da molti ragazzi. «Troveremo la soluzione per riprenderci» ha aggiunto con un sano ottimismo. E’ un dato di fatto: lui e Perea si stanno caricando la Lazio sulle spalle e non è un complimento per i big che continuano a latitare (non tutti, per la verità). La freschezza dei giovani può aiutare, ma in questo momento servirebbe lo spirito e la classe della vera Lazio per risollevarsi.

 

SCARPINI

– Ha scelto il Senegal e porta il numero 14 perché da bambino, come capita a tanti nella Cantera del Barcellona, Johan Cruyff era il suo mito. E sui suoi nuovi scarpini, firmati dalla Puma, a cui si è appena legato con un contratto triennale, ha messo le iniziali. Un modello personalizzato con la scritta K.B.14 e indossato per la prima volta lunedì sera. Ha battezzato i nuovi scarpini con un gol bellissimo. Oggi Ribery e Cristiano Ronaldo sono i suoi modelli. E’ stato raggiunto a Roma dal suo fratello maggiore, che ha quattro anni più di lui. Vivono in un appartamento a La Storta, non lontano dal centro sportivo di Formello, dove Keita era stato sino quando non è diventato maggiorenne.

Corriere dello Sport

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