Keita: ecco perchè Reja non lo fa giocare con continuità…

Keita: ecco perchè Reja non lo fa giocare con continuità…

Corre e «twitta», prima un post e poi un assist: ma quando gioca? Balde Keita è finito dietro le quinte, contro l’Atalanta forse dovrà ancora una volta mandare giù il boccone amaro della panchina (mentre Ledesma potrebbe saltare per i postumi dell’infortunio di Firenze). Per ora l’incidente diplomatico è stato…

Corre e «twitta», prima un post e poi un assist: ma quando gioca? Balde Keita è finito dietro le quinte, contro l’Atalanta forse dovrà ancora una volta mandare giù il boccone amaro della panchina (mentre Ledesma potrebbe saltare per i postumi dell’infortunio di Firenze). Per ora l’incidente diplomatico è stato solo sfiorato: alla stizza manifestata a Reja per l’esclusione contro il Sassuolo e ai capricci per i pochi minuti a disposizione contro la Fiorentina sono seguiti i tweet comunque positivi del quasi 19enne (sabato il compleanno) che smania dalla voglia di prendersi la Lazio.

 


Anche perché Keita lo sa e lo sente, è il biancoceleste più acclamato e reclamato dai tifosi, l’unico fenomeno in rosa. Doppio, per altro. Perché vale sia sul campo, grazie ad una tecnica e ad una velocità fuori dal comune, sia fuori, con una padronanza nell’uso dei social che garantisce l’impatto mediatico necessario alla costruzione del personaggio Keita. E l’immagine nel calcio di oggi non è un dettaglio: è semplicemente tutto.
Però il patrimonio biancoceleste più importante resta prigioniero della sua età, 19 anni sono pochissimi soprattutto se messi a confronto con una squadra infarcita di ultra-trentenni. Il presidente Lotito ne ha preteso la promozione in prima squadra, mentre Reja, che ieri ha rialzato i teloni per blindare Formello, ha la preoccupazione di farlo crescere evitandogli scottature. Per il tecnico «è un titolare» che, però, deve ancora conquistarsi il diritto alla continuità. Il personaggio no, invece. Quello cresce a prescindere dall’impiego sul campo. Sui social si parla solo di lui, i negozi vendono solo la «14» biancoceleste, i piccoli laziali sognano di emularne l’ascesa verticale.

 


E la domanda gira tra i laziali: è giusto il dosaggio o è solo allergia di Reja alle primedonne? La paura di rivivere un caso Zarate 2.0 è palpabile. Più semplicemente basterebbe analizzare il reparto d’attacco biancoceleste per comprendere l’importanza di Keita, soprattutto in reLazione al disamore generale che ha portato alla vendita di soli 1100 biglietti per domenica: Klose è a pieno servizio solo per la Germania (tribuna a Firenze e inspiegabilmente arruolato dal c.t. tedesco Loew ieri sera contro il Cile) e in dubbio per il futuro romano, Perea gioca e si impegna anche se i mezzi tecnici non sono quelli del suo coetaneo, mentre Postiga e Kakuta non sono pervenuti. Il consiglio a Reja lo dà Ciani, anche lui uomo-social: «È perché non osiamo che diventa tutto più difficile». Capito? (Corriere Della Sera)

Cittaceleste.it

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