Klose-Toni: brindisi e gol sulle ali del divertimento

Klose-Toni: brindisi e gol sulle ali del divertimento

ROMA – Quattordici minuti. Bastò così poco per entrare in sintonia: era la prima giornata di Bundesliga, agosto 2007; era la prima seria occasione della partita. Attaccanti come Gerd Müller, Paolo Rossi, Pippo Inzaghi e altri avrebbero tirato, perché la porta era vicina e il portiere in uscita troppo piccolo…

ROMA – Quattordici minuti. Bastò così poco per entrare in sintonia: era la prima giornata di Bundesliga, agosto 2007; era la prima seria occasione della partita. Attaccanti come Gerd Müller, Paolo Rossi, Pippo Inzaghi e altri avrebbero tirato, perché la porta era vicina e il portiere in uscita troppo piccolo per coprirla. Invece Miro Klose passò di esterno a Luca Toni, che usò il sinistro come una mazza da golf per infilare il suo primo gol tedesco. Willkommen Luca, benvenuto, fu il significato del gesto del capocannoniere del Mondiale. Pure lui era un nuovo acquisto del Bayern come l’italiano, ma rivelò subito la sua natura. «Klose ha grandi qualità, non è egoista, ci integriamo, farebbe bene anche in Serie A», disse l’azzurro. Più che un complimento, era una premonizione.

 

 

SEMPRE PROTAGONISTI – «Non devo andare nella sua camera per trovare l’armonia, e lui non deve venire nella mia. Ci capiremo sul campo», raccontava Klose prima del debutto in cui lui, dopo l’assist, timbrò una doppietta. Si stimavano già da prima. Ma nel 2006, quando si scambiarono la maglia dopo la semifinale Germania-Italia 0-2, avrebbero reagito con una risata se avessero detto loro che quasi 9 anni dopo sarebbero stati ancora fra i protagonisti della Serie A. Cioè, risata: Luca Toni avrebbe sghignazzato rumorosamente; Miro Klose avrebbe invece allungato le labbra, il massimo dei suoi sorrisi; perché un modenese e uno slesiano comunicano la gioia in modo differente, anche se pensano alla stessa maniera. Due attaccanti che andavano verso i trenta forse non avrebbero puntato su un altro decennio ad alto livello, ma l’incontro di oggi sarà un’altra occasione per ricordare un legame basato sull’ammirazione e sul rispetto.

CIRCO E SCOMMESSE – A Toni non andava troppo bene, all’Europeo 2008: aveva infilato 39 gol nella prima stagione, appena conclusa, con il Bayern, ma in giugno sembrava aver perso i poteri. Con Miro, 21 centri con il club, aveva in ballo una scommessa: «Una sfida a chi segna di più. Ma spero che vinca lui, come al Mondiale. A me basta la coppa, come nel 2006», aveva confidato. Quando Miro passò in vantaggio per 1-0, non esultò: «Ci scambiamo dei messaggi, è un po’ giù per come va il torneo. Mi ha detto che ha problemi con il suo miglior amico: “E’ il pallone, non fa più quello che dico io”». Klose, che poi vinse una cena, mostrò nel raccontare l’aneddoto una smorfia divertita. Non estrema però come quella volta al circo: era dicembre 2008, il Bayern partecipò a una serata benefica nel tendone più famoso della Germania. Klose fece un paio di foto con i clown e pure gli artisti sembravano seri. Toni invece andò sulla pista, volontario, per lo show del lancio dei coltelli. Si sussurrò che il lanciatore fosse tifoso del Bayern, quindi rimase largo di mira, però quando partirono asce e altre lame, anche Noah e Luan, i due gemelli di Klose, trattennero il fiato. Figurarsi Hoeness.

ITALIANI – Da quando Miro è alla Lazio, anche su consiglio dell’amico, Toni ha segnato quattro volte contro di lui. La doppietta con l’Hellas nel dicembre 2013 determinò anche l’esonero di Petkovic: prima della bufera i due attaccanti uscirono abbracciati raccontandosi le vecchie storie bavaresi: i gavettoni di Ribery, le scenate di Van Gaal che li mise in un angolo, le cene con i tifosi a fianco dopo le partite delle eurocoppe, i brindisi all’Oktoberfest. Idem all’andata, ottobre scorso, ma Miro aveva una coppa del mondo da descrivere. Oggi prima del via si faranno i complimenti: 5 reti di Klose, 7 di Toni nelle ultime 8 di campionato. Non ci avrebbero scommesso, il 4 luglio di 9 anni fa. Ma visto che è andata così, perché non farsi un sorriso d’intesa. E Miro il romano non vorrà sembrare il più serio. (Gazzetta dello Sport)

Cittaceleste.it

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