L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Candreva e Mauri rincorrono la Champions: Lazio (per ora) a -2

L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Candreva e Mauri rincorrono la Champions: Lazio (per ora) a -2

ROMA – L’eurogol di Candreva ha scacciato persino le nuvole, nere e basse, che minacciavano il cielo sopra l’Olimpico. Il vocalizzo tecnico, dell’esterno azzurro, tornato in grandi condizioni di forma, è stato un bagliore accecante, di quelli che lasciano il segno. Un tracciante di rara potenza e precisione confezionato con…

ROMA – L’eurogol di Candreva ha scacciato persino le nuvole, nere e basse, che minacciavano il cielo sopra l’Olimpico. Il vocalizzo tecnico, dell’esterno azzurro, tornato in grandi condizioni di forma, è stato un bagliore accecante, di quelli che lasciano il segno. Un tracciante di rara potenza e precisione confezionato con uno slalom in piena area e finalizzato con un destro all’incrocio. Lo stadio, tutto in piedi, si è sciolto in un applauso, lungo e riconoscente, nei confronti del protagonista più incisivo che cercava gol e successo con pervicacia e continuità. Una perla di straordinaria bellezza con la quale la Lazio riusciva ad ammansire le velleità di un buon Palermo, bravo sul piano del pressing e del palleggio e capace di spaventare gli avversari con un primo tempo di grande applicazione e intensità.

 

LA REAZIONE – La partita, già complicata per l’ottimo assetto tattico dei rosanero, spesso in superiorità numerica a centrocampo e spigliati nella costruzione del gioco, è diventata più difficile quando una goffa amnesia di Mauricio, regalava a Dybala l’occasione per il vantaggio. Il gol cambiava gli equilibri con i biancocelesti primi vicini al tracollo e successivamente in grado di produrre una bella reazione, fisica e mentale. La manovra della Lazio scontava la mancanza di movimento senza palla, l’uomo che dettasse il passaggio e l’opaca prova dell’influenzato Biglia, statico e didascalico nelle giocate. Non c’era nemmeno la spinta sulle fasce e in questo modo o si preferiva il prevedibile lancio lungo, oppure bisognava affidarsi alle sgommate di Candreva e alla classe di Klose. Ed era proprio il tedesco che ha suonato la carica per una reazione importante che portava al pareggio di Mauri. La gara, già interessante nella prima frazione, appariva brillante e divertente nella ripresa sia perché il Palermo ha sempre cercato di giocarla, senza alchimie tattiche, sia perché la Lazio è lievitata nel ritmo, nei movimenti, negli inserimenti rapidi, nella pericolosità delle azioni. E con Candreva sopra le righe, pronto ad attaccare ogni anfratto come si trattasse dello sbarco in Normandia, creando squarci sul settore sinistro della difesa rosanero. La squadra di Iachini, ben messa in campo, attenuava però la ferocia nel pressare il portatore di palla e così si vedeva costretta ad arretrare il raggio d’azione concedendo qualcosa di più agli avversari.

LIBERTÀ D’AZIONE – Pur rimanando una sfida incerta, la Lazio, aveva una maggiore libertà d’iniziativa, Ledesma conferiva personalità e solidità al centrocampo, Klose e Keita tenevano sotto pressione i difensori, in costante e crescente affanno. Poi lo squillo favoloso di Candreva che consentiva alla Lazio, almeno per un giorno, di avvicinare il Napoli a meno 2 in classifica. Una vittoria sofferta, meritata e pesante, che ha rilanciato le quotazioni della squadra al Borsino del campionato. E’ liberato il cielo dell’Olimpico, tornato sereno e biancoceleste. (Il Messaggero)

Cittaceleste.it

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