L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Che squadra!

L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Che squadra!

ROMA – Altri tre gol, almeno quattro o cinque occasioni fallite e un rigore sbagliato. La Lazio di Pioli non si ferma più. Settima vittoria consecutiva. La Champions è sempre più vicina e il derby con la Roma per il secondo posto continuerà sino al traguardo del 31 maggio. Il…

ROMA – Altri tre gol, almeno quattro o cinque occasioni fallite e un rigore sbagliato. La Lazio di Pioli non si ferma più. Settima vittoria consecutiva. La Champions è sempre più vicina e il derby con la Roma per il secondo posto continuerà sino al traguardo del 31 maggio. Il Cagliari ci ha creduto sino in fondo come chiedeva il Sant’Elia e ha fatto tutto quello che poteva, ha rimontato e ha tenuto aperta la partita sino al novantunesimo, quando è arrivato il sigillo di Parolo dopo il rigore realizzato da Biglia e l’espulsione (decisiva) di Diakitè nel cuore della ripresa. Un’altra sconfitta per Zeman, a cui non sono bastati il cuore, alcuni segnali di risveglio e l’illusione del pareggio firmato da Sau. Complicatissimo raggiungere la salvezza, anche se il ko interno dell’Atalanta mantiene inalterate le distanze. La Lazio non è stata bella come altre volte e non l’ha chiusa in anticipo, ma ha saputo soffrire, ha concesso poco, perché il gol di Sau è stato favorito dall’involontaria deviazione di Mauricio, ha avuto la forza per tornare subito in vantaggio e tenere in pugno la partita. Determinanti i cambi di Pioli. Cataldi ha fatto respirare il centrocampo, Keita s’è scatenato. Ha guadagnato due rigori, ha provocato l’espulsione di Diakitè, ha spaccato la difesa del Cagliari e avrebbe meritato il suo primo gol in campionato. Mezz’ora per guadagnare il titolo di migliore in campo, questa volta persino più decisivo del suo amico Felipe.

 

 

Pressing. E’ stata una partita spigolosa, combattuta. Prima mezz’ora di equilibrio e di rimpalli perché la Lazio non riusciva a sviluppare la solita manovra. Zeman voleva contrastare l’avvio dell’azione. Dessena su Parolo, Joao Pedro su Biglia, Farias largo su Braafheid e M’Poku accanto a Basta con Sau a disturbare De Vrij, lasciando libero Mauricio, il meno bravo a impostare. La pressione funzionava e la Lazio ha faticato a uscire, non riusciva a distendersi e appena perdeva palla rischiava, perché Crisetig era rapido ad accompagnare gli altri due interni. Biglia e Parolo (subito ammonito) sono entrati in sofferenza, ricevendo scarso aiuto da Mauri. Klose era costretto a rientrare: il suo aiuto è stato preziosissimo ancora prima che trovasse il gol.

Stella. Dietro la Lazio teneva bene e il Cagliari, a parte un cross pericoloso di M’Poku su cui Dessena non è arrivato di testa, ha prodotto quasi niente. La difesa di Zeman ballava. Alla prima vera azione, sul cross di Candreva, Brkic s’è superato respingendo il colpo di testa ravvicinato di Mauri. Quando s’è acceso Felipe, la Lazio ha trovato il vantaggio. Due o tre segnali, poi la scossa. Al trentunesimo il brasiliano è riuscito a sfuggire alla guardia di tre giocatori del Cagliari, ha sfondato a destra e ha crossato in area. Mauri ha stoppato e ha appoggiato a Klose. Il tedesco, sentendo profumo di gol, aveva visto uno spiraglio e si è inserito per depositare in rete. Tocco facile solo in apparenza, perché un centravanti normale non sarebbe arrivato all’appuntamento. Nono gol in campionato, il cinquantesimo con la maglia biancoceleste.

Reazione. La Lazio ha avuto quasi subito l’opportunità per raddoppiare con Parolo (tiro respinto da Balzano) e sul finire del primo tempo ha abbracciato Marchetti. Prodezza vera sulla punizione di M’Poku destinato al gol: al riflesso felino s’è aggiunta la deviazione del palo. Mauri s’è divorato subito dopo l’intervallo il raddoppio e al quarto è arrivato il pareggio del Cagliari. Imbucata di Dessena. Nel corpo a corpo, da posizione defilata, Sau ha caricato il destro e ha tirato. Il rimpallo di Mauricio, pronto al tackle, ha favorito la palombella a scavalcare Marchetti.

Doppio cambio.Non era la solita Lazio, ma Pioli dispone di una panchina ricchissima. Ha tolto Mauri e l’ingresso di Cataldi ha aumentato il controllo della linea mediana. E’ uscito Candreva e Keita ha dato la scossa. Sarà un caso, ma lo spagnolo ha il pregio di accendere il suo amico Felipe, che per scattare e trovare spazio ha bisogno di più movimento in attacco. Keita, appena entrato, è stato velocissimo sul passaggio di Parolo e ha anticipato Crisetig, che in ritardo l’ha steso. Rigore ineccepibile trasformato da Biglia, spiazzando di piatto Brkic. Era il sedicesimo. Dopo sette minuti, sfruttando una sponda di Klose, lo spagnolo ha seminato tutti, è entrato in area e al momento del tiro è stato falciato da Diakitè. Rigore e rosso per il francese. Biglia è tornato sul dischetto e questa volta ha sparato alto sulla traversa. Gli ultimi venti minuti sono stati sofferti, perché il Cagliari in dieci non ha mollato e ha continuato a combattere. Balzano ha salvato sulla linea il tiro di Keita, ancora lo spagnolo e Felipe non hanno sfruttato l’errore di Brkic. Zeman ha tolto Farias e ha inserito Cop senza trovare soluzioni in attacco. Ci sarebbe voluto un episodio per riequilibrare la partita, chiusa in modo definitivo al primo dei cinque minuti di recupero dalla sventola di Parolo su punizione. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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