L’Olimpico alza le barriere (Gabrielli contro l’Uefa)

L’Olimpico alza le barriere (Gabrielli contro l’Uefa)

ROMA – Un passo indietro. Purtroppo. Lo stadio Olimpico alza la barriere e va in controtendenza rispetto al resto del mondo. E’ stato il nuovo prefetto di Roma, Franco Gabrielli, a deciderlo: dalla prossima stagione lo stadio di Roma e Lazio dovrà avere la segmentazione delle curve (e questa era…

ROMA – Un passo indietro. Purtroppo. Lo stadio Olimpico alza la barriere e va in controtendenza rispetto al resto del mondo. E’ stato il nuovo prefetto di Roma, Franco Gabrielli, a deciderlo: dalla prossima stagione lo stadio di Roma e Lazio dovrà avere la segmentazione delle curve (e questa era stata chiesta lo scorso anche dalla Task Force del Viminale) ma anche l’innalzamento delle barriere che separano i distinti dalle curve per evitare lo scavalcamento (assai frequente). Inoltre divisione delle due curve in due settori, attraverso l’installazione della barriera (sarà amovibile? non si sa…). Riduzione quindi della capienza della Sud e della Nord. L’Uefa è per l’abolizione delle barriere e adesso la decisione a sorpresa del prefetto potrebbe creare problemi non solo a Roma e Lazio che fanno la Champions ma anche al Coni proprietario dell’impianto e alla Figc che organizza per il 2020 un importante girone dell’Europeo. Alla riunione di ieri in Prefettura si è opposto, ma invano, solo il rappresentante del Coni (Diego Nepi). Gabrielli forse non conosce bene quali sono le intenzioni dell’Uefa, ma almeno la questura di Roma dovrebbero saperlo.

 

 

Se l’Olimpico non verrà modificato, è stato minacciato addirittura lo stop al campionato. Ma di sicuro non succederà. La strada non è questa: ovunque si punta alla tecnologia (vedi Juventus Stadium) per individuare chi non rispetta le regole. La questura di Roma ha pronti 40 Daspo, il ministro Alfano vorrebbe riportare la polizia negli stadi (per ora stanno nascosti), mentre il dg della Roma, Baldissoni, vuole abolire barriere, gabbie per gli ospiti, tornelli, biglietti nominativi (almeno nel futuro stadio della Roma, a Tor di Valle). Che ci sia una linea comune, non si può sempre andare avanti a tentativi nella gestione del pianeta stadi. Tavecchio è in buoni rapporti con Alfano: prima dell’inizio della stagione sarà utile chiarirsi le idee. E spiegare a Gabrielli, appena insediato, quali sono le norme Uefa… (Repubblica.it)

Cittaceleste.it

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