L’ombra della politica sul calcioscommesse. Coppola: “Mi disse che il presidente…”

L’ombra della politica sul calcioscommesse. Coppola: “Mi disse che il presidente…”

ROMA – Il ‘vecchietto lavorava sui dirigenti delle squadre di calcio. Le sue puntate, però, dal 2011 in poi si sono abbassate parecchio: prima puntava anche 15 mila euro a partita poi, invece, molto meno”. I primi riscontri, a questa nuova fase dell’indagine cremonese, arrivano da Fabio Quadri: impiegato di…

ROMA – Il ‘vecchietto lavorava sui dirigenti delle squadre di calcio. Le sue puntate, però, dal 2011 in poi si sono abbassate parecchio: prima puntava anche 15 mila euro a partita poi, invece, molto meno”. I primi riscontri, a questa nuova fase dell’indagine cremonese, arrivano da Fabio Quadri: impiegato di un centro Snai, molto vicino a Salvatore Spadaro detto il “vecchio”, è stato arrestato due giorni fa e interrogato ieri. Con il tempo, secondo l’accusa, era diventato una sorta di “galoppino” di Spadaro, con il quale condivideva spesso confidenze sul mondo delle scommesse e delle combine. E il suo interrogatorio conferma due punti importanti per l’accusa. Il primo: Spadaro – secondo Quadri – intratteneva rapporti con i dirigenti delle squadre calcistiche, più volte menzionati negli atti, anche in modo generico, come ulteriore snodo del mondo delle combine. Il secondo: il “vecchietto” spinge sulle scommesse fino al 2011 e riduce di molto il suo campo d’azione in seguito. Segno che l’avvento dell’inchiesta – che esplode appunto nel 2011 – incide sulle azioni del suo gruppo: un riscontro all’intero impianto accusatorio. Un impianto che, due giorni fa, vede coinvolto anche un’icona del calcio mondiale, come Rino Gattuso, accusato di associazione finalizzata alla frode sportiva, sul quale è intervenuto ieri il presidente della Figc Carlo Abete: “Ho grandissima fiducia in Gattuso. Conoscendolo, non mi sembra possibile, sono fiducioso che ne uscirà senza ombre”.

 

Altre ombre si annidano, invece, persino sul mondo della politica. Ed è l’ex calciatore senese Ferdinando Coppola a parlarne, in un interrogatorio del luglio 2013, quando racconta che alla vigilia di Siena-Varese, nel 2011, incontra l’amministratore delegato del Siena Pier Paolo Sganga: “Mi disse che il presidente (Mezzaroma, ndr) aveva dei contatti con il mondo politico di Varese e che queste persone che conosceva volevano vedere vincere il Varese per poter chiudere in bellezza il campionato. Mi chiese pertanto di verificare l’eventuale disponibilità dei miei compagni di squadra nello spogliatoio. Gli dissi che non avevo nessuna intenzione di fare questa verifica (…). Sganga mi rappresentò che, qualora il problema (…) fosse costituito dal premio che la squadra avrebbe guadagnato, qualora fosse arrivata al primo posto, il presidente avrebbe comunque garantito il medesimo, nel senso che lo avremmo percepito anche se non fossimo arrivati primi. Io entrai nello spogliatoio e mi cambiai senza accennare a nessuno della cosa”.

Dalle perquisizioni dei giorni scorsi, invece, arrivano conferme su un ritrovamento interessante: l’agenda del cinese Qiui Wang Yi, sulla quale possono esserci molti riscontri sulle partite sospette. Tra queste anche un incontro della Roma, menzionato negli atti dei magistrati di Cremona, segnalato al “cinese”, sul quale la scommessa era stata effettivamente vinta: “Non tutti i risultati si realizzavano – scrive l’accusa – ma accadeva che tutti quelli forniti al cinese andavano in porto”, inclusa la partita in cui la Roma batteva il Siena per 4-0. Il punto chiave dell’inchiesta, però, sono i dirigenti delle società calcistiche. È illuminante un’intercettazione telefonica del 2013 tra Cosimo Rinci, team manager del Riccione, e Salvatore Antonio Intilisano, ex responsabile amministrativo del Pergocrema. Parlano di un summit tra delegazioni di società di B e Intilisano chiede: “Ma secondo te, lui, cosa ci doveva fare con questi soldi…”. Rinci risponde: “Glieli doveva portare al presidente”. Un botta e risposta che secondo il giudice per le indagini preliminari è “sintomatico di un normale coinvolgimento delle dirigenze” nelle combine. (Il Fatto Quitidiano)

Cittaceleste.it

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