L’ULTIMO ESAME – La Juve è l’unica squadra in A mai battuta da Pioli: pronta la vendetta dell’ex

L’ULTIMO ESAME – La Juve è l’unica squadra in A mai battuta da Pioli: pronta la vendetta dell’ex

di ALBERTO ABBATE ROMA – Questa Lazio è una droga, questa Lazio crea assuefazione. E’ narcotica la felicità e adesso Pioli ne sente l’odore. Emanato da 50mila anime a girotondo sugli spalti. Domenica l’Olimpico era pieno, posseduto d’amore, ogni coro era un pezzo di cuore. Così persino i pensieri d’un…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Questa Lazio è una droga, questa Lazio crea assuefazione. E’ narcotica la felicità e adesso Pioli ne sente l’odore. Emanato da 50mila anime a girotondo sugli spalti. Domenica l’Olimpico era pieno, posseduto d’amore, ogni coro era un pezzo di cuore. Così persino i pensieri d’un tecnico diventano cannibali, Stefano vuole mangiarsi Allegri. Li ha superati tutti, questo è forse (insieme al prossimo derby) l’ultimo esame per il mister. La Juve è l’unica squadra in A che non ha mai battuto nella sua carriera d’allenatore. Sarà forse inibito dalla riconoscenza o magari solo da un terribile scherzo del destino. Perché Stefano esordì nella massima serie proprio con la Vecchia Signora a 18 anni: il primo giorno a Vinovo si presentò addirittura con i genitori. Giocò 57 partite tra il 1984 e l’87, vincendo uno scudetto, una Coppa Campioni (3 presenze tra primo turno, quarti e semifinali nel 1984/85) e una Coppa Intercontinentale (entrò in campo a Tokyo al 20’ s.t. al posto di Scirea contro l’Argentinos Juniors, poi superato ai rigori). Sicuramente allora imparò cosa significa giocare sempre per vincere. L’unica cosa che conta, insieme al gioco trapiantato alla Lazio.

 

 

CHANCE – Trascorso l’inverno a cercare le stelle, adesso siamo tutti avvinghiati al secondo posto e guardiamo la luna. Dodici punti di distanza, servirebbe forse un’apocalisse bianconera. Ma ora è meraviglioso masticare solo sogni, liberare speranze in collisione. Succhiato via il dolore della scorsa stagione, con un algoritmo di 8 vittorie consecutive, c’è una sbornia matematica. E pensare che Pioli aveva già incastrato l’amore con una semplice brindisi: “Vola Lazio vola”. E allora anche lui merita perlomeno un calice stracolmo d‘acquasanta da gettare sull’ultimo tabù. Su una panchina, Pioli non ha mai battuto i bianconeri: 6 pareggi e 10 sconfitte, Coppa Italia compresa, con Chievo e Bologna. L’ultimo ko del 22 novembre, ancora non l’ha digerito. Quei tre gol di scarto all’andata all’Olimpico, non li ha mandati giù: “Ora siamo un’altra Lazio”, ha bisbigliato subito dopo l’ottavo successo con l’Empoli. Perché se c’era una gara che Stefano avrebbe voluto rigiocare era proprio quella con la Juve. Il Fato gli serve immediatamente un’altra chance. Non passa un brivido di paura su questo torrente di luce biancocelestiale. Poco importa sia un vortice di squilibri emozionali.

 

Cittaceleste.it

 

 

 

 

 

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