La città nel pallone – L’affronto impossibile tra Pereirinha e Garlaschelli

La città nel pallone – L’affronto impossibile tra Pereirinha e Garlaschelli

ROMA – Bello rendersi conto che sulle prospettive della Lazio le idee siano assolutamente chiare: “L’ospite Simoncelli è partito con un finto ottimismo mascherato da realismo barra pessimismo”, dice Paolo Colantoni, conduttore di “56 Lazio”. Intrigante il quesito posto da Francesca “aaalazzzio” Turco: “Ma perché solo aaalazzzio succede che quando…

ROMA – Bello rendersi conto che sulle prospettive della Lazio le idee siano assolutamente chiare: “L’ospite Simoncelli è partito con un finto ottimismo mascherato da realismo barra pessimismo”, dice Paolo Colantoni, conduttore di “56 Lazio”. Intrigante il quesito posto da Francesca “aaalazzzio” Turco: “Ma perché solo aaalazzzio succede che quando un acquisto è fatto, invece nun è mai fatto?”. A Radio6, l’estrema attualità dei temi tattici sollevati da Mario Facco: “Pereirinha non può affrontare Garlaschelli”. E Wilson fa un lucido commento al campionato: “Ho visto una Juve esponenziale al massimo”.

 

Ma a commuovere gli ascoltatori è soprattutto una confessione di Patrick vom Bruck (Retesport), che quando si gioca Italia-Germania vive una situazione lacerante: “Ai Mondiali ho tifato Germania, ma quando ha segnato l’Italia ho esultato”. Per fortuna gli ascoltatori di Retesport non vivono queste contraddizioni, hanno pensieri netti su fatti e persone: “Balotelli fa cose giuste seppur sbagliate”, sottolinea uno di loro. Ne la “Signora in giallorosso”, il cinico Giubilo rivela la dote necessaria per aspirare al posto del conduttore Ruggeri: “Bisogna saper dire ‘na serie de stronzate che non finisce più”. A Radio Radio, Fabrizio “toni” Aspri si lamenta della sua postazione all’Olimpico: “Quassù non sale nessuno, neanche fosse l’inferno di cristallo”. A T9, Aldo Biscardi sempre prezioso quando c’è da rasserenare gli animi: “Si può fare una causa per i torti arbitrali, giudiziariamente dico?”. A Radio6, un ascoltatore racconta: “Ho fatto tanti viaggi all’estero”, e Guido “Nostalgia” De Angelis, entusiasta: “Ah ma allora sei un Peter Pan”. Segue un silenzio stordito: Gulliver, quello che viaggiava era Gulliver. (Repubblica ed.Roma)

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