La Lazio è in emergenza Reja toglie la polvere a Novaretti

La Lazio è in emergenza Reja toglie la polvere a Novaretti

Le noccioline, solo quelle. Stanno sia all’inizio della storia del quasi 29enne Diego Martin Novaretti, che da ragazzo sognava l’Italia mentre teneva in spalla mezzo quintale di arachidi raccolte nei campi vicino a casa sua (La Palestina, provincia di Cordoba), sia nelle scelte obbligate di Reja in prospettiva Cagliari. Perché…

Le noccioline, solo quelle. Stanno sia all’inizio della storia del quasi 29enne Diego Martin Novaretti, che da ragazzo sognava l’Italia mentre teneva in spalla mezzo quintale di arachidi raccolte nei campi vicino a casa sua (La Palestina, provincia di Cordoba), sia nelle scelte obbligate di Reja in prospettiva Cagliari. Perché stavolta in difesa c’è rimasto davvero poco: siamo alla fase del riciclo per esaurimento sicurezze.
Dias e Cana sono infortunati e Ciani desta qualche comprensibile dubbio di tenuta tecnica. È arzillo solo il 37enne Biava e, accanto a lui, all’esordio dal primo minuto, potrebbe essere riesumato proprio l’argentino Novaretti, detto «el flaco», il magro.
Novaretti è uno dei presunti top-player raccattati dalla Lazio nel mercato estivo, un parametro zero arrivato giro-conto dalla trattativa con la Doyen per l’affare Felipe Anderson, altro ufo biancoceleste. L’argentino proviene dal Toluca, Messico, dopo una fuga poco chiara dal Belgrano, nel 2009, e un transito in Uruguay, con coda legale presso la Fifa e bolla di «persona non gradita» esposta dal club argentino sul sito societario.
Ad agosto era considerato il primo mattone su cui costruire la nuova difesa, oggi non si sa se farà parte del cantiere per tirare su il reparto della prossima stagione. Sul fisico garantiva la carta d’identità, i 194 centimetri lasciavano supporre l’abilità nel gioco aereo che ha esibito nelle sporadiche apparizioni (11 presenze, solo 5 in campionato per 343 minuti in totale). I problemi sono, semmai, nella tecnica e nella capacità di adattamento ad un calcio veloce e infido come il nostro.

 

«Ha 28 anni, è pronto», dicevano di lui a Formello, asserendo di averlo soffiato al Manchester City. Ma poi la verità è venuta a galla: il City era veramente sulle sue tracce, ma quello «riserve» di Attilio Lombardo. E anche questo, forse, spiega perché, alla prova dei fatti, Novaretti ha rimediato prima la bocciatura di Petkovic e poi l’accantonamento di Reja, sotto la cui gestione ha giocato pochissimo (uno scampolo di 28 minuti sotto l’assedio finale di Firenze) e mai dall’inizio in campionato. Però, a discolpa del «Flaco», va detto che di occasioni non ne ha avute moltissime. Per adattarsi alla ferocia degli attaccanti di serie A serve molto campo e tanta pazienza. E lui, che il campo l’ha visto con il binocolo, ha sfruttato il cono d’ombra per prendere confidenza con la città, con il cibo, ha messo radici a Roma con un figlio che nascerà a breve. Dedicargli una bella partita sarebbe una storia dolce. Magari grazie ad un’arachide di Superpippo. (Corriere della Sera)

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