LIVE – La Lazio nelle scuole, Strakosha: “Voglio parare un rigore”. Lulic: “Con la Juve come il 26 Maggio”. Lukaku: “Il razzismo non mi tocca” – FOTO

LIVE – La Lazio nelle scuole, Strakosha: “Voglio parare un rigore”. Lulic: “Con la Juve come il 26 Maggio”. Lukaku: “Il razzismo non mi tocca” – FOTO

Ecco il consueto appuntamento biancoceleste

ROMA – Si rinnova oggi, giovedì 11 maggio, l’appuntamento“Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”. Sono Lulic, Strakosha e Lukaku, i giocatori biancocelesti presso l’Istituto Paritario S.Giuseppe del Caburlotto, Via Rabbello 15, Roma.

DISEGNO

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Lulic: “Ho incominciato a giocare a calcio da bambino, per strada e a scuola. Il calcio viene dopo i compiti. Chi lo sa forse anche voi un giorno giocherete in Serie A. In vacanza non sto attento alla linea, mentre durante la stagione sì. Le vacanze sono vacanze. Il 19 ce l’ho da sempre, mi porta fortuna. Il 26 maggio? Guardando questa immagine è emozionante. Rimarrà nella storia e speriamo che di questi momenti ne vivremo altri. Da piccolo neanche pensavo di arrivare a questi livelli. Negli anni mi piaceva giocare, ma non c’era una squadra dove preferivo stare. Alla Lazio sono felice, spero di fare altri gol. Se ho mai pianto per un gol segnato? No, forse un giorno mi capiterà. Arrivare in Italia è difficile. Sono qui da 6 anni, voglio fare i complimenti a Lukaku che si è integrato bene ed ha imparato subito la lingua”.

Strakosha: “Prima di tutto dovete andare bene a scuola. Lo sport e il calcio devono essere un divertimento. Stare lontano dalla famiglia è stata dura. Sono andato via per aiutarli in futuro. Le esultanze? Sono un portiere e non esulto tanto, ma al derby è stata spontanea. Il mio idolo? Mio padre, mi sono appassionato grazie a lui. Il fair play è molto importante. Se c’è un avversario a terra bisogna sempre mettere il pallone fuori. Non ho mai parato un rigore! (ride ndr). È un sentimento molto forte”.

Lukaku: “Ho iniziato a otto anni. La mia è una famiglia di calciatori. Oltre al calcio ho la passione per la musica e per i film. Alla PlayStation gioco con l’Arsenal che mi piace di più. Quando ho fatto la carriera ho comprato subito mio fratello Jordan! I cori razzisti? All’inizio è difficile, adesso non mi toccano. La simulazione non è una cosa sportiva ma c’è chi lo fa. Speriamo che si possa migliorare e che non accadano più questi episodi”.

Cittaceleste.it

 

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