La metamorfosi di Felipe trascinatore: ora è un angelo cattivo!

La metamorfosi di Felipe trascinatore: ora è un angelo cattivo!

Ringhia, morde gli avversari, spintona e torna a fare il fenomeno come nell’anno di Pioli

di ALBERTO ABBATE

ROMA – La metamorfosi di Felipe. Il pulcino con lo sguardo perso è diventato un cigno con le ali di fuoco. Le spalanca sotto la Nord, le alza su e giù, crea un vortice e trascina la Curva in campo contro il Sassuolo. Anderson in volo con tutti i laziali. Meraviglia e quasi contro natura la fioritura in autunno di questo brasiliano d’oro, ormai il principe del foro. Scorazza dall’obelisco alla Montemario, nemmeno l’Olimpico riesce più a ingabbiarlo. Anzi, nessuno riesce a fermarlo. Morde gli avversari alle calcagna (41 tackle, secondo solo a Parolo), poi li fulmina con ripartenze e filtranti. Otto dribbling su 12 vinti, 2 tiri in porta come Immobile e ancora un assist comunque decisivo. Nell’asse principale della gara (quello con Basta, senza il rigore fischiato), Felipe è scatenato: dai suoi piedi fatati parte l’azione di Keita per il centro di Lulic. Quel passaggio è un’ombra che sfugge alle forme.

OCCHIO ALLE MIRE DEL CHELSEA

MATURAZIONE – Era un cuore scalzo, Felipe, ora ci sono i suoi scarpini sulla tela. Pennellate per i compagni, capolavori di Lazio a tutto campo. Era polvere in trappola, Andershow, adesso è polvere di stelle. La intravedi sul cielo di Formello ed è magia ardita. Difficile da tenere chiusa in un pugno perché ti sfugge sempre fra le dita. Non solo, un tempo gli si rimproverava una mente ammollita, oggi c’è un brasiliano incattivito e con una scienza abbrutita. S’avventa sulle caviglie degli avversari, spintona le masse senza mai perdere la sua classe. Nell’ultimo anno aveva sofferto tanto per le vicende di casa (i problemi del padre e del fratello), adesso ha la testa sgombra e sgasa. Come Eto’o ai tempi dell’Inter del Triplete, nelle gambe ha esplosività, armonia e persino un machete. Sembra un angelo caduto dal cielo, dall’inferno tornato in paradiso. E’ un Felipe di Dio, lancia oracoli Champions perché è il suo profeta: CONTINUA A LEGGERE

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