La petizione di Genzano: «Vogliamo Biava con l’Italia al Mondiale»

La petizione di Genzano: «Vogliamo Biava con l’Italia al Mondiale»

La petizione nasce a Genzano, il 27 gennaio. È G.T. a farla partire, giusto un paio di giorni dopo il pareggio interno della Lazio contro la Juve. Da lì comincia il suo giro pazzesco, raccoglie nella provincia di Roma la maggior parte delle adesioni, ma tante arrivano anche da Bergamo,…

La petizione nasce a Genzano, il 27 gennaio. È G.T. a farla partire, giusto un paio di giorni dopo il pareggio interno della Lazio contro la Juve. Da lì comincia il suo giro pazzesco, raccoglie nella provincia di Roma la maggior parte delle adesioni, ma tante arrivano anche da Bergamo, da Genova, da Palermo, un po’ da tutto il resto dell’Italia. Sui fogli compaiono pure le firme di laziali che tifano dall’estero.Migliaia di sottoscrizioni in un viaggio di migliaia di chilometri fino a destinazione, la scrivania del c.t. azzurro a Coverciano: ora tutti vogliono Giuseppe Biava in Brasile con la nazionale.Alcuni laziali pensano all’azzurro come un giusto premio per il quasi 37enne (li compirà l’8 maggio) centrale della Lazio. Un tributo dovuto ad un onesto artigiano della difesa, un anti-divo che «non è sposato con veline e non va in discoteca, un esempio e un modello per i giovani» perché grazie a «impegno, abnegazione e tanto allenamento è riuscito ad essere uno dei migliori difensori della serie A», si legge nel testo della petizione.

 

La maggior parte vede il bergamasco «Beppone» Biava come una risorsa tecnica imprescindibile per il mondiale brasiliano, l’ultimo sopravvissuto («insieme a Barzagli», viene specificato) della famosa scuola dei marcatori che ha fatto le fortune dell’Italia, soprattutto al mondiale (sulla falsariga dei «Burgnich, Gentile e Cannavaro»). Il plebiscito farà breccia nei piani di Prandelli? Il c.t., per sua stessa ammissione, nelle convocazioni finali terrà in considerazione tutti i giocatori a prescindere dall’età. È vero che Biava non ha grossa esperienza internazionale (al massimo l’Europa League), ma è comunque un difensore che dà ampie garanzie di affidabilità dopo gli esami superati a pieni voti contro i vari Tevez, Palacio, Gervinho. Uno dopo l’altro, in campionato, li ha fermati tutti. Il Reja-bis poggia proprio su di lui e sul suo sponsor in azzurro, Antonio Candreva. E non è un caso che «Beppone», frenato in questa stagione da un infortunio alla caviglia che l’ha costretto fuori dal 15 settembre all’8 dicembre, abbia la media-punti più alta della rosa: 18 punti in 8 partite giocate in campionato (media 2,25), con la grande prestazione nel derby come perla finale.Più di un semplice talismano, anche perché i gol subiti dalla Lazio con lui a comandare la difesa sono soltanto 3 (due a Udine e uno all’Olimpico, contro la Juve). Il dato coincide con il nuovo corso di Reja. È una vera simbiosi. La stessa che, evidentemente, ha contribuito a rivitalizzare anche Dias, Ledesma, Gonzalez e gli scarti di Petkovic che, non a caso, si è visto sfilare la panchina da sotto il sedere.Con Biava si vince: Reja lo sa e anche il presidente Lotito lo incontrerà per rinnovare di un anno. E ora anche Cesare Prandelli è stato avvertito. (Corriere della Sera)

Cittaceleste.it

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